Politica
28 Ottobre 2014
Progetti Hera in Calabria e modifiche al decreto Sblocca Italia al centro del dibattito in municipio

Un consiglio poco ‘comunale’

di Ruggero Veronese | 4 min

consiglio comunaleProgetti Hera in Calabria, decreto Sblocca Italia, rapporti tra enti pubblici  Unione Europea. L’ultimo consiglio comunale di Ferrara ha volato alto, molto alto, toccando soltanto in maniera indiretta i temi caldi per la città. Forse non un incontro “straordinariamente inutile” – come disse Alberto Bova dopo l’assemblea del 25 agosto -, ma anche questa volta non è mancato chi, come il capogruppo Pd Lugi Vitellio, tra una votazione e l’altra ha chiesto ai colleghi di “non mischiare i temi, altrimenti rischiamo di non capire più a cosa serve un consiglio comunale”.

E infatti gli ordini del giorno di cui i consiglieri hanno discusso per gran parte della seduta – dalle 15:30 alle 18:30 -, hanno affrontato più che altro temi nazionali sui quali poca voce in capitolo possono avere gli enti locali. Il primo a prendere la parola è stato Alessandro Vitali del Movimento 5 Stelle, per proporre la mozione “Hera esca dal progetto della centrale a carbone”. Una centrale a carbone che però dovrebbe essere realizzata a Saline Joniche, in Calabria, attraverso l’ingresso di Hera nella società svizzera Repower a capo del progetto. E che Vitali chiede al sindaco di ‘ostacolare’ (“prendendo una posizione di contrarietà nella partecipazione in questo progetto, sia a livello mediatico che nelle sedi opportune”) in virtù della partecipazione del Comune in Hera, con quote attorno al 2,5% (divise tra Comune e la holding Ferrara Servizi).

Un ordine del giorno da cui scaturisce un lungo dibattito tra i consiglieri sui temi energetici, tra la condanna di alcuni (Pd, 5 Stelle e Forza Italia) verso i combustibili fossili e lo scetticismo di altri (in particolare Francesco Rendine della lista Gol) verso alcune energie rinnovabili come il fotovoltaico. Fino al disinteressamento di Alberto Bova (Ferrara Concreta) verso l’intero odg: “Mi asterrò perchè in realtà questo ordine del giorno non serve a nulla: anche se non sarà presente Hera nel progetto, la centrale sarà costruita comunque”.

Alla fine l’ordine del giorno passa con 28 voti favorevoli, 4 astenuti e 0 contrari, impegnando così il sindaco Tagliani a portare la questione all’attenzione della multiutility. Ma è solo l’inizio delle dissertazioni del consiglio in materia energetica, visto che anche i due odg successivi toccheranno a questo proposito alcuni punti critici inseriti nel decreto Sblocca Italia. Il primo, per la verità, presentato dal gruppo del Movimento 5 Stelle, mette in discussione l’intero progetto del governo Renzi. “Non si tratta di rimuovere solo alcuni passaggi, ma l’intero decreto”, chiede la consigliera Silvia Mantovani alla “giunta renziana” di Tiziano Tagliani, aggiungendo che “credevamo di aver visto il peggio con l’era Berlusconi, ma queste pillole amare dimostrano che al peggio non c’è mai fine”. La critica al decreto Sblocca Italia punta sia su singoli articoli (in particolare il ‘famigerato’ art. 35, che toglie alle Regioni al competenza sugli inceneritori, o l’art. 36, che accelera gli iter autorizzativi per la ricerca di idrocarburi) che sulle sue modalità di approvazione, attraverso “un uso smodato della fiducia” e un “atteggiamento dittatoriale che ha come specchietto per le allodole il rinnovamento e la sburocratizzazione”.

La proposta dei pentastellati viene appoggiata da Mauro Malguti (Fratelli d’Italia) per ‘senso di opposizione’, e questo solleva la replica di Vitellio (Pd): “Credo che lo Sblocca Italia vada analizzato nei suoi punti. Come gruppo appoggeremo l’odg di Fiorentini (su cui si discuterà poco dopo, ndr) perchè parla di punti che hanno ricadute sostanziali sul territorio, ma bocciare il decreto solo perchè è stato fatto dal Pd è sbagliato. Malaguti spiegherà ai suoi elettori perchè boccia alcune norme del decreto come il “salva Genova” o l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni che fanno bonifiche”. E anche Rendine (Gol), pur appoggiando nel complesso l’odg, non risparmia alcune critiche per la sua dispersività: “Vorrei avere più chiarezza prima di assumere posizioni, perchè ad esempio sulle estrazioni finisce tutto nello stesso calderone. Ma è diverso parlare di finta turbogas o di sfruttare i giacimenti petroliferi in Basilicata, che potrebbero essere sfruttati e garantire l’autosufficienza energetica e miliardi di euro di risparmi”. La proposta pentastellata alla fine verrà bocciata con 6 voti a favore, 21 contrari (Pd, Fc, Lega Nord) e 5 astenuti (Fi, Gol).

Diverso nei toni ma simile nei contenuti è l’odg di Leonardo Fiorentini (Sel), che viene approvato con 24 voti a favore (Sel, Pd, Fc, M5S) e 7 astenuti (Fi, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Gol). Il consigliere si concentra infatti solo sull’articolo 35, che rende gli impianti di incenerimento strutture strategiche (esautorando così le Regioni dagli iter di approvazione, in favore dello Stato centrale) e che quindi secondo Fiorentini “rende vani i piani messi in piedi da ani dalle amministrazioni”. Tema su cui c’è un supporto unanime da tutta la sinistra e dal Movimento 5 Stelle, e la cui approvazione impegna la giunta a trasmettere a livello nazionale le indicazioni del consiglio.

Il consiglio finisce dopo l’approvazione dell’ordine del giorno “Mille consigli per l’Europa” (progetto nazionale per la partecipazione dei consigli locali nelle delibere dell’Unione Europea), e – dopo un breve dibattito – della convenzione con la Provincia per l’utilizzo della banca dati informatica e di quella con il Comune di Formignana per il trasporto scolastico. Chiudendo così un consiglio che, almeno in questo caso, è stato ben poco ‘comunale’.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com