Economia e Lavoro
18 Giugno 2014
La città estense quarta in regione. Cigs quintuplicata in un anno

Cassa integrazione, Ferrara sprofonda sotto 4 milioni di ore

di Daniele Oppo | 4 min

lavoroSono 4.357.554 le ore di cassa integrazione autorizzate nella provincia di Ferrara – la quarta in tutta la regione – nei primi cinque mesi del 2014. Numeri certificano un incremento vertiginoso rispetto allo stesso periodo del 2013 quando le ore autorizzate furono ‘appena’ 1.733.253.

Di queste ben 3.407.321 sono ore di cassa integrazione straordinaria, un numero più che quintuplicato rispetto allo stesso periodo del 2013 e che contribuiscono a confermare il trend già rilevato lo scorso mese di aprile relativo al primo trimestre dell’anno in corso. 

A fornire i numeri è il dipartimento contrattazione e politiche industriali della Cgil regionale con un’elaborazione Ires Emilia-Romagna su dati Inops – Osservatorio sulla Cassa Integrazione Guadagni.

Rispetto ai primi tre mesi del 2014 sembra essersi stabilizzato invece il ricorso alla cassa integrazione in deroga: in quel periodo la Cigil aveva rilevato l’autorizzazione di 450mila ore contro le 120mila del 2013. A maggio la situazione si è invece riportata sostanzialmente sui livelli dello scorso anno anche se in leggero aumento arrivando a 585.868 ore autorizzate contro le 583.168 del 2013. Cala sensibilmente – confermando il dato del primo trimestre – il numero di ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate che passa da 515.811 del 2013 a 364.365 di quest’anno.

“In Emilia Romagna la crisi non da tregua – commenta Antonio Mattioli, responsabile Politiche contrattuali della segreteria Cgil Emilia Romagna -: si passa dai 34,8 milioni di ore dello stesso periodo del 2013 ai 39,2 milioni di ore del 2014, senza contare i circa 4 milioni di ore di cassa in deroga non ancora contabilizzate a causa della mancata copertura finanziaria da parte del governo. Sono numeri impressionanti – continua Mattioli – che denotano la mancata inversione di tendenza del trend negativo che ormai segna l’economia del nostro paese e della nostra regione negli ultimi 6 anni. A tutto ciò dobbiamo aggiungere la latitanza del governo nel finanziare gli ammortizzatori in deroga, che sta producendo un pericoloso ed inaccettabile dramma sociale”.

Un dramma accentuato dal fatto che, sostiene Mattioli “del miliardo e seicento milioni di euro, previsti dalla legge di stabilità del 2014 per la cassa integrazione in deroga, i lavoratori e le lavoratrici sospesi dal lavoro non hanno ancora visto un euro: ci sono migliaia di famiglie della nostra regione che da novembre del 2013 non percepiscono alcun reddito a causa della mancata copertura finanziaria.In attesa di riformare gli ammortizzatori sociali è urgente ed inderogabile dare risposta a questi lavoratori”.

Non tarda ad arrivare la critica del sindacato al governo e alle forze politiche che si sono avvicendate negli anni: “Come Cgil da anni abbiamo presentato una proposta di riforma in grado di dare una risposta universale a chi viene sospeso dal lavoro a causa della crisi: siamo rimasti inascoltati ed oggi qualcuno pensa di risolvere il problema lasciando in mezzo alla strada decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori della nostra regione (centinaia di migliaia nel paese), facendo orecchie da mercante di fronte ad un dramma sociale di queste proporzioni. Siamo convinti che la soluzione della crisi passa attraverso scelte di politica economica, fiscale, industriale, che devono essere messe immediatamente in campo e sulle quali siamo pronti ad aprire un confronto serrato e in grado di produrre soluzioni adeguate ed immediatamente operative. Nella nostra regione – fa l’esempio Mattioli – il lavoro iniziato prima con il “Patto per attraversare la crisi” e poi il “Patto per la crescita”, sottoscritti da tutte le parti sociali e le istituzioni, sta proseguendo sull’utilizzo dei fondi strutturali, indirizzando le risorse della comunità europea al rilancio del sistema produttivo e dei livelli occupazionali: questi accordi hanno permesso di arginare in parte una crisi accentuata dagli eventi sismici che hanno colpito nel 2012 l’Emilia Romagna. È evidente però che se questo sforzo collettivo non viene accompagnato da azioni del governo in grado di dare una risposta ad alcune gravi emergenze si rischia di vanificare il lavoro sin qui fatto. Come Cgil Emilia Romagna – conclude il sindacalista – abbiamo sollecitato due settimane fa il finanziamento degli ammortizzatori in deroga senza ricevere alcuna risposta: a questo punto non resta che mobilitarci per ottenere quanto peraltro già previsto dalla legge di stabilità”.

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