Mirabello. Un altro processo in atto per Giorgio Squerzola, titolare della ditta Pomac di Mirabello, leader mondiale nella costruzione di macchinari per la raccolta dei pomodori. E le cause del suo rinvio a giudizio sono le stesse per cui già fu coinvolto in due diversi procedimenti, finiti con esiti opposti: una condanna e una assoluzione.
Secondo la procura infatti l’imprenditore agricolo Graziano Quarella, anch’egli imputato nel processo, avrebbe messo in atto assieme a Squerzola una truffa da circa 50mila euro ai danni della Comunità Europea. Con una tecnica tanto semplice quanto efficace: la Ce eroga infatti finanziamenti agli agricoltori per l’acquisto di macchine agricole, pari a circa un terzo del valore dell’acquisto. Per accedere a tali fondi gli imprenditori devono presentare tre diversi preventivi da parte di aziende in concorrenza tra loro, per poi vedersi riconoscere il 35% della cifra indicata nel preventivo più economico.
Da quanto emerso dalle indagini della procura di Ferrara, nel corso dell’inchiesta coordinata dalla pm Ombretta Volta, le stime pervenute a Quarella provenivano solo apparentemente da aziende in concorrenza, ma che erano in realtà tutte riconducibili a Squerzola. Nel frattempo però il finanziamento aveva ricevuto l’ok dalla Comunità Europea, e agli inizi del 2009 l’imprenditore agricolo ricevette una somma attorno ai 50mila euro. L’accusa che dovranno fronteggiare Squerzola e Quarella (il primo difeso dagli avvocati Bernando Pancaldi e Giampaolo Remondi, il secondo dall’avvocato Marco Linguerri) è quindi di truffa aggravata ai danni della Comunità Europea. Il processo continuerà a dicembre con l’audizione dei testimoni, dopodiché il giudice Testoni potrà stabilire quale sarà l’esito del terzo processo per lo stesso reato a carico di Squerzola.
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