Sella Cento a tutto Davis
Una sfida delicata per entrambe le formazioni, determinate a muovere la classifica e conquistare i primi due punti stagionali
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Prima dell'inizio della gara contro la Vis Cittadella la Curva Ovest ha esposto la coreografia rimandata due settimane fa per celebrare il ritorno del marchio
Circa duecento studenti coinvolti nelle attività e oltre 60 associazioni
La commemorazione in piazza Trento Trieste per la 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Alberti (Anmil): "Stabilità strettamente legata alla sicurezza"
di Laura Piva
Questa è una storia da raccontare. Perché viviamo tempi in cui è sempre più difficile credere che il singolo possa cambiare qualcosa, che l’impegno e la responsabilità personale siano, se non inutili, parole ormai con poco senso. Questa è la storia di un parco cittadino di Ferrara: il Parco dell’Amicizia (fra via Krasnodar e via Nievo) e di un Uomo, perché il Sig. Andrea merita la U maiuscola.
Andrea in quasi 20 anni ha aggiunto ai pochi alberi piantati dal Comune, 120 alberi. Ha fatto germogliare semi e usato talee, che ha fatto crescere in vasi nel piccolo spazio verde sotto casa; ha atteso che fossero abbastanza grandi da poterli piantare in piena terra e, più o meno 10 alberi all’anno, li ha messi a dimora. 10 all’anno era il numero massimo che poteva permettersi di curare ed innaffiare con le taniche alla mattina verso le 6 quando, prima di andare al lavoro, portava Asia, il suo bellissimo setter, a fare 2 passi.
Ha dovuto lottare, sopportare ingiurie e denunce di alcuni abitanti dei condomini che circondano il parco, armati delle frequenti scuse a cui spesso ricorrono quelli che solo questo san fare “Il parco non è suo! Non può fare ciò che vuole!” cosa indubbiamente vera, ma non scaricava macerie, piantava alberi in un parco assolato!!! O le perplessità degli addetti ai lavori, il cui senso estetico è ben evidenziato nelle zone verdi di nuovo impianto che le fanno assomigliare tanto ai plastici che hanno in studio: “Non c’è un progetto!”
Dopo una quindicina d’anni Andrea ha avuto il permesso dall’allora Presidente della Circoscrizione di zona e una targa al merito! Ma ad Andrea quello che importava e rallegrava di più era vedere i bambini e i ragazzini che si arrampicavano per prendere gelsi, albicocche, prugne, fichi, nocciole e noci, accaldati dopo una partita di calcio o solo per far vedere quanto erano in gamba alle ragazzine e agli amici; o le persone anziane e le giovani mamme che ora possono passeggiare o riposare su una panchina all’ombra dei bagolari e degli aceri che delimitano il camminamento che circonda il parco.
Io ho avuto la fortuna di conoscere il Sig. Andrea, purtroppo solo poco tempo fa, e gli ho dato tutta la mia disponibilità per l’aiuto di cui avesse bisogno per continuare l’opera, ma mi ha detto che considerava il suo sogno concluso ed avverato. Forse perché già sapeva che la malattia lo stava portando via. Andrea è morto questa settimana. Mi mancherà non vederlo più camminare leggendo il quotidiano, con Asia che gli scorazza intorno e lo immagino in un paradiso degno delle rappresentazioni date nelle varie religioni. Sono certa che se non fosse così ci metterà mano!
Vorrei che altri conoscessero questa storia, quella del Sig. Andrea che, a costo 0 per la collettività, ha trasformato questo campo assolato in un parco degno di questo nome e mi piacerebbe che fosse aggiunto al nome “Parco dell’Amicizia” anche quello di Andrea Bui, come ricordo e speranza di un’amicizia possibile fra gli uomini e la natura. Ciao Andrea è stato un onore conoscerti.
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