Cento
22 Maggio 2014
Sito è accusato di aver indirizzato dal figlio gli imprenditori colpiti dagli accertamenti. La difesa: "Impossibile: frequentava le scuole superiori"

“Sconti agli evasori”: i testimoni difendono il funzionario

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (15)Cento. Sarebbe stato impossibile per Enrico Sito, funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cento, suggerire agli evasori fiscali di rivolgersi al figlio commercialista per scampare dai guai: all’epoca dei fatti il giovane frequentava ancora la scuola superiore e non aveva ancora trovato lavoro. È questa la tesi difensiva proposta dall’avvocato Alberto Bova nell’ultima udienza del processo che vede Sito imputato per tre episodi di concussione (tentata e consumata) che hanno coinvolto tre imprenditori.

Secondo la pm Patrizia Castaldini l’imputato avrebbe consigliato ai tre impresari, raggiunti da accertamenti fiscali, di rivolgersi al figlio commercialista per ottenere sostanziosi ‘sconti’ alle proprie cartelle esattoriali. Un suggerimento che non trovò seguito per due degli imprenditori (Andrea Gallerani e Daniele Licalsi) ma che fu invece accolto da Lamberto Ballanti, titolare della ditta Laba.

Ma la linea difensiva, come premesso, nega alla radice la possibilità che Sito potesse proporre una soluzione di questo genere. Ieri mattina Sito si è sottoposto a un lungo esame, in cui ha spiegato le procedure e le circostanze che portarono alla scoperta delle somme evase dagli imprenditori. A quel punto – questa è la sua versione – insieme ai propri colleghi studiò la soluzione ottimale per far recuperare al fisco il più possibile delle cifre dovute, per poi proporre il suo piano al dirigente della sezione. Nel caso di Ballanti, Sito avrebbe proposto nel corso del 2006 un accertamento con adesione per sistemare la pratica con 50mila euro, una pratica di routine all’interno dell’Agenzia delle Entrate per trovare un accordo con gli evasori e non rischiare una perenne insolvenza da parte degli evasori.

Fatti confermati dai due testimoni chiamati in aula dalla difesa: un altro funzionario dell’Agenzia delle Entrate che assistette ai colloqui tra Sito e il dirigente degli uffici di Cento e la commercialista di Ballanti. Il primo ha confermato che Sito parò dell’accertamento fiscale verso il titolare della società Laba e dell’accertamento con adesione che aveva intenzione di proporre. La seconda testimone ha parlato invece dei colloqui con il suo cliente, che le riferì di aver chiesto consiglio a Sito su come fare ricorso contro l’accertamento e ricevette i nomi di tre diversi studi professionali.

Ballanti si recò effettivamente in uno di questi, in cui secondo la procura era impiegato il figlio del funzionario. È questa la vera causa dell’accusa di concussione che pende su Sito, ma che viene rigettata in toto dall’avvocato Alberto Bova. Il legale ha infatti  portato in tribunale il certificato di diploma del figlio di Sito, mostrando che avrebbe concluso le scuole superiori solo nell’anno successivo (nel luglio 2007) e spiegando che questo dato confuterebbe ogni accusa di concussione verso il suo assistito. “È stata un’udienza molto positiva per noi – commenta Bova al termine della seduta -, in cui le parole di Sito hanno trovato conferma sia nelle parole del suo collega che in quelle della commercialista a cui si rivolse l’imprenditore”.

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