Cronaca
6 Febbraio 2014
Dipendente dell'Agenzia delle Entrate a processo per aver consigliato agli imprenditori di rivolgersi al figlio commercialista

“Sconti” agli evasori, funzionario accusato di concussione

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (2)È cominciato con l’analisi delle parti civili il processo per concussione a Enrico Sito, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cento che secondo la procura, dopo aver riscontrato irregolarità fiscali per tre imprenditori della zona, avrebbe consigliato loro di rivolgersi a suo figlio – titolare di uno studio da commercialista – per ottenere un sostanzioso “sconto” alla cifra da versare nelle casse dello Stato.

L’udienza di ieri nel tribunale di Ferrara ha visto salire sul  banco dei testimoni Andrea Gallerani, uno degli imprenditori che secondo la pm Patrizia Castaldini avrebbero ricevuto l’offerta di Sito e che assieme agli altri due impresari coinvolti (Lamberto Ballanti, titolare della ditta Laba, e Daniele Licalsi, titolare di una ditta che commercia moto) si è costituito parte civile attraverso gli avvocati Cesare Bonazzi e Riccardo Ziosi. Gallerani ha confermato quanto riferito alla procura durante le indagini, pur non riuscendo a ricordare con esattezza i momenti in cui incontrò Sito. Secondo il suo racconto, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate gli avrebbe prospettato un imponibile superiore a 300 mila euro, a causa di irregolarità nei versamenti negli anni 2003 e 2004. Per poi proporgli di “rivolgersi a un tecnico specializzato” e fare il nome di suo figlio per risolvere la questione.

Gallerani ha affermato di aver parlato con la propria commercialista, dopo l’incontro con Sito, e che questa gli consigliò di trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate per concordare una somma da versare per regolarizzare la propria posizione. Alla fine l’imprenditore pagò circa 60 mila euro per risolvere la situazione e della proposta di Sito – almeno secondo il suo racconto – non se ne fece nulla. Alle domande della difesa, sostenuta dall’avvocato Alberto Bova, Gallerani ha risposto che all’epoca dei fatti pensava di essere in regola con i versamenti e che le contestazioni di Sito, in veste di funzionario dell’Agenzia delle Entrate, corrispondevano effettivamente al vero. Anche se decise di non seguire il suo consiglio di rivolgersi a un consulente.

Una posizione simile a quella di Daniele Licalsi ma che diverge invece da quella di Lamberto Ballani, che seguì il suggerimento di Sito e si rivolse allo studio commerciale di proprietà del figlio. Nelle prossime udienze verranno sentiti tutti i testimoni coinvolti nella vicenda, che potranno chiarire se l’imputato agì semplicemente per fornire consigli e informazioni agli imprenditori o se al contrario, come ipotizza la procura, si mosse in cerca di un interesse personale.

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