Cronaca
21 Maggio 2014
L'imputato era arrivato addirittura ad attaccare un rilevatore gps sotto l'auto della vittima

Condannato per stalking il paziente ‘abbandonato’ dalla psichiatra

di Ruggero Veronese | 3 min

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Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice

admin-ajax (6)Aveva perso la testa per la propria psichiatra, tanto da cominciare a pedinarla costantemente per tutta Ferrara dopo che questa, entrata in maternità, era stata costretta a interrompere il loro rapporto terapeutico. Una vera e propria persecuzione che ha portato prima a vari ammonimenti del questore e poi a una denuncia da parte della donna, ormai esasperata da quell’ex paziente che la seguiva anche quando lei si recava al supermercato o al parchetto dove giocavano i figli, e che era arrivato addirittura ad attaccare un rilevatore gps sotto la sua automobile. Ma dopo l’ultima udienza in tribunale il giudice Marini ha accolto le tesi dell’accusa, condannando lo stalker a un anno e quattro mesi di reclusione e a un risarcimento di 10mila euro.

L’inizio della vicenda risale all’ottobre del 2011, ma gli episodi di stalking sono continuati anche negli ultimi mesi, tanto che non sono mancati anche a processo in corso gli interventi delle forze dell’ordine che, dopo le telefonate della psicanalista, avevano trovato l’uomo appostato davanti al supermercato dove si era recata a fare la spesa. Episodi contestati dall’avvocato difensore Ginevra Campalani, che aveva chiamato a testimoniare anche il fratello dell’imputato per parlare dei luoghi frequentati abitualmente e dei lunghi giri in bicicletta a cui l’uomo si dedicava quasi quotidianamente. Ma la linea difensiva ha insistito anche sulle condizioni psicologiche dell’imputato, che sarebbe stato molto colpito da quello che sempre la difesa definisce un brusco ‘abbandono’ da parte della sua terapista, alla quale era molto legato, ma che non avrebbe mai avuto intenzione di arrecare alcun danno alla donna.

Elementi che comunque, secondo l’accusa non cambiano la sostenza dei fatti. “Da un punto psichiatrico forense – afferma nella sua arringa l’avvocato di parte civile Michele Ciaccia – non vi è dubbio che stiamo parlando di un caso di stalking. Non importa che non si siano verificati episodi di violenza, perchè altrimenti saremmo qui a parlare di un processo per lesioni o per altri reati”. Ciaccia chiede al tribunale di “non sottovalutare l’aspetto della capacità criminale mostrata dall’imputato”, dal momento che “era cosciente di quanto stava facendo e di violare gli ammonimenti del questore, che lo obbligavano a non avvicinarsi a più di 200 metri dalla psichiatra. Non furono episodi occasionali”.

Al termine della propria requisitoria, il pm Stefania Borro ha chiesto una condanna pari a a due anni e due mesi, con l’inasprimento della misura cautelare da semplice divieto di avvicinamento a vera e propria detenzione domiciliare. Il tribunale ha accolto le tesi dell’accusa ma riconosciuto le attenuanti e la non pericolosità dell’uomo, condannandolo a un anno e quattro mesi di reclusione, a un risarcimento di 10mila euro e a rispettare i divieti già emanati dal questore. “Ritengo sia una pena equa – commenta l’avvocato Ciaccia – perchè tiene conto sia dei problemi psichiatrici dell’imputato che del danno arrecato alla mia assistita”. La difesa si riserva di leggere le motivazioni della sentenza tra 45 giorni, ma dà già quasi per scontato il ricorso in appello.

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