Percorso ciclopedonale di via Marconi verso il completamento
Procedono i lavori per il completamento del percorso ciclopedonale di via Marconi, intervento strategico inserito nel programma Pr Fesr 2021–2027 per la mobilità sostenibile
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Un immagine della registrazione della telecamera di sorveglianza
Si è aperto nel tribunale di Ferrara il processo a Mohammed Chouik, il 2o enne accusato di aver derubato nottetempo il Mc Donald’s di via Modena, il 9 gennaio 2013, e tratto in arresto dopo mille peripezie dai carabinieri grazie alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Il giovane nordafricano si rivela però tanto sfuggente come imputato quanto lo era da indagato, dal momento che non si è presentato in aula e attualmente non si conosce il suo domicilio.
Il processo è cominciato quindi in contumacia, con la testimonianza del maresciallo dei carabinieri Fusco che si occupò dell’identificazione e dell’arresto di Chouik. Nonostante il filmato e la testimonianza dell’addetto alle pulizie del Mc Donald’s – “complice” del colpo a propria insaputa -, rintracciare il ricercato fu piuttosto complicato, a causa del cappuccio che nelle registrazioni gli copriva il volto.
La dinamica del furto è stata ricostruita in aula da Fusco e dal titolare del ristorante: è la notte del 9 gennaio quando un giovane egiziano, che lavora come addetto alle pulizie del Mc Donald’s, viene avvicinato da un altro ragazzo – Chouik, secondo la procura -, che gli chiede riparo per qualche ora all’interno del locale. Il dipendente accetta la richiesta, animato da buone intenzioni, senza immaginare il tiro mancino che di lì a poco l’altro gli avrebbe piazzato.
Il giovane egiziano infatti attorno alle 2:40 entra nel ristorante e comincia a lavorare di buona lena, dopo aver visto il suo ‘ospite’ coricarsi su una panchina per dormire. Verso le 6:35 però ecco che si consuma il tradimento: mentre l’addetto alle pulizie si dirige al quadro elettrico per spegnere le luci del locale, in un’inquadratura delle telecamere di sorveglianza compare una mano che apre il lucchetto della finestra dello sportello Mc Drive. Pochi istanti dopo le telecamere riprendono i due giovani mentre escono dal ristorante e si allontanano nel parcheggio. Passa qualche minuto e la stessa telecamera dello sportello Mc Drive riprende l’ingresso del ladro, dal viso nascosto dal cappuccio ma con gli stessi indumenti del giovane che poco prima aveva dormito sulla panchina. Il ragazzo spinge la finestra dall’esterno, sapendo già di trovarla aperta, scavalca il davanzale ed entra. La mattina successiva mancheranno 400 euro dalla cassa e un telefono cellulare, mentre la cassaforte presenterà i segni di un tentativo di scasso.
Passeranno quattro mesi prima dell’arresto di Chouik, durante i quali l’unico a pagare le conseguenze del furto è l’addetto alle pulizie, sospeso dal lavoro. A risalire al presunto colpevole sono i carabinieri di Ferrara, che durante un’attività di controllo si accorgono che tra i clienti di un hotel a quattro stelle compare anche il nome di una persona verso cui pende un altro provvedimento: Chouik. A insospettire gli uomini dell’Arma sono alcuni dei vestiti che porta con sé, che combaciano con quelli ripresi dalle telecamere del Mc Donald’s, a cui si aggiungerà anche il riconoscimento fotografico da parte dell’addetto alle pulizie. Ma mentre sono in corso questi accertamenti Chouik ha già fatto perdere le proprie tracce: si reca prima a Milano e poi a Bologna e in altre città italiane, per poi fare ritorno il 3 maggio 2013 a Ferrara, dove viene riconosciuto da un carabiniere fuori servizio che allerta i colleghi alla centrale.
Chouik viene arrestato e portato nel carcere di Ferrara, dove però resterà soltanto qualche mese. Dopo essere tornato in libertà il 20 enne ha fatto nuovamente perdere le proprie tracce, ma senza abbandonare del tutto il territorio ferrarese. La sua ultima identificazione risale infatti ad appena tre settimane fa, il 14 marzo, quando i carabinieri si travestirono da podisti per cogliere sul fatto alcuni pusher sulle mura di via Baluardi.
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