Economia e Lavoro
22 Marzo 2014
Insulti dai colleghi perché sconsigliava l'adesione allo sciopero. Atti (Cgil): "Ci scusiamo per le offese, ma il nostro giudizio non cambia"

Vm-Fiat, sindacalista Cisl ‘linciata’ sul web

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (24)Cento. Dalle divisioni durante la trattativa si è arrivati agli insulti via web. La tensione che si respira nelle ultime settimane nello stabilimento Vm Motori, dove i sindacati dei metalmeccanici sono impegnati nel difficile confronto con Fiat per la discussione del nuovo contratto collettivo, è sfociata in un ‘linciaggio’ morale di una sindacalista delle rsu di Fim-Cisl da parte di alcuni colleghi.

Dopo l’abbandono del tavolo di trattativa da parte della Fiom, che aveva precedentemente dichiarato lo sciopero di due ore (che ha avuto un’adesione del 9%), Fim Cisl, Uilm, Ugl e Failms avevano continuato il confronto con l’azienda sul rapporto contrattuale da instaurare con la nuova proprietà. Passano poche ore e, nel tardo pomeriggio, sul web scoppia la rissa. Una delegata sindacale della Fiom pubblica sul proprio profilo facebook un post esplicitamente e fortemente offensivo verso una collega delle rsu componente anche del direttivo della Fim, colpevole a suo avviso di aver suggerito ai lavoratori Vm di non aderire allo sciopero. Sei righe di insulti che terminano con un lapidario “sei solo una serva”.

Il post è seguito da diversi commenti di colleghi o conoscenti che rincarano la dose: “bottana”, “troia maledetta” e molte possibili varianti.  Si innesca quindi una spirale di volgarità con alcuni dei difensori della sindacalista Fim, che intervengono nella ‘discussione’ rivolgendo le stesse espressioni ai sostenitori della Fiom.

Scatta così la crisi diplomatica tra i due sindacati. Il segretario provinciale della Cisl, Paolo Baiamonte, contatta Raffaele Atti, suo omologo Cgil, per chiedere le scuse immediate e la cancellazione degli insulti dalla rete. Una volta preso coscienza dell’accaduto Atti condanna la brutta uscita della delegata Fiom ma non fa marcia indietro sul motivo, a suo avviso giustificato, degli attacchi. “Ho inviato personalmente alla Cisl – afferma il segretario Cgil – la richiesta di far pervenire alla delegata le nostre scuse per le espressioni usate. Fermo restando però il giudizio di merito relativo alla situazione”. Atti approfondisce il concetto: “Non vorrei che questo episodio disdicevole spostasse l’oggetto vero della vicenda: un’azienda che con questa ridefinizione del contratto collettivo non rispetta  diritti costituzionali dei lavoratori. Se poi è vero che la delegata della Fim era impegnata in un’attività di dissuasione dallo sciopero, forse bisognerebbe ricordare alla Cisl che la Fiat non ha certo bisogno di aiuti in questo senso”.

Dichiarazioni che, inutile dirlo, aumentano ulteriormente le distanze con Baiamonte, che non vuol sentir parlare in alcun modo di crumiraggio. “Non posso sopportare – replica il segretario Cisl – che si pretenda che una persona non può sconsigliare l’adesione allo sciopero. Ma allora la democrazia dov’è? Ognuno dice le proprie ragioni e chi sostiene che lo sciopero non andrebbe fatto ha la stessa dignità di chi sostiene il contrario”. E oltre alle argomentazioni ‘democratiche’, Baiamonte non arretra nemmeno per quanto riguarda la trattativa in atto: “La fase di trattativa non è il momento giusto per fare lo sciopero: in questi giorni siamo impegnati a discutere con la Fiat e di certo non sosteniamo che tutte le loro proposte vadano bene. Ma non ha senso proclamare lo sciopero proprio mentre si stanno svolgendo gli incontri con la società”.

E mentre anche il sindacato Uil fa pervenire la propria solidarietà alla sindacalista insultata via web (“queste brutalità – scrive il segretario Massimo Zanirato – sono il frutto dei comportamenti verbali violenti che la Fiom ha assunto durante la vertenza Vm al fine di perseguire ideologie pretestuose, anziché provare a salvaguardare i diritti e i salari dei lavoratori come stanno facendo le altre organizzazioni sindacali), Sandra Rizzo, segretaria provinciale Fim Cisl, fa sapere che non sono escluse azioni legali verso l’autrice del post: “Tuteleremo la nostra collega, se occorre, anche in sede penale”.

“La Fiom – attacca la Rizzo – ha volutamente deciso con la proclamazione dello sciopero di autoescludersi dal tavolo di trattativa : decisione già precostituita ed autolesionista. Tale atteggiamento riguarda VM solo perché è diventata Fiat e contro Fiat si fa di tutto come offendere le altre organizzazioni sindacali ed i suoi militanti”.

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