
L’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli
“L’incontro con Muzzarelli? L’ennesima delusione: anche questa volta l’assessore non si è presentato all’appuntamento”. Non nascondono il proprio disappunto gli attivisti ‘No Triv’ che ieri pomeriggio si sono recati, assieme al sindaco Tiziano Tagliani e ad alcuni rappresentanti dei Grilli Estensi, all’atteso incontro con Gian Carlo Muzzarelli. Un incontro atteso da tempo, visti i fitti impegni elettorali per le elezioni di Modena (in cui è candidato sindaco) che rendono sempre più complicato mettersi in contatto l’assessore regionale all’ambiente. Che già mancò poche settimane fa all’incontro a cui era atteso a Cona con gli attivisti No Triv. Questa volta la causa del forfait è stato un importante tavolo sindacale a cui Muzzarelli era chiamato come responsabile delle attività produttive. Ma nessuno, tra i circa 30 componenti della delegazione ferrarese, rinuncia a criticare le modalità con cui è stato sostituito e con cui si è svolto un incontro che, nelle premesse, doveva servire a chiarire definitivamente la posizione della Regione in tema di trivellazioni nel territorio emiliano-romagnolo.
All’appuntamento infatti – iniziato con circa un’ora di ritardo rispetto al programma – si presentano inizialmente solo alcuni tecnici della Regione, tra cui il presidente della commissione per le valutazioni di impatto ambientale (Via) Alessandro Di Stefano, che non possono che riferire alla delegazione di attivisti solo le procedure tecniche che, dal ministero agli enti locali, determinano il rilascio dei permessi di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. Spiegazioni che però secondo gli attivisti non fanno che allontanare il discorso dal vero fulcro del problema: la volontà o meno da parte della politica di concedere le autorizzazioni alle aziende che ne fanno richiesta.”Ci sono forti contraddizioni – afferma Maria Teresa Pistocchi dei Grilli Estensi – tra le dichiarazioni e quello che avviene in realtà: il ministero per primo afferma che siamo in una zona ad alta subsidenza, ma poi dà parare positivo alla fase di ricerca. Così come i tecnici della Regione, che dicono di non potersi opporre a questo primo step e affermano che, in ogni caso, la Regione non rilascerà il permesso per passare alla fase di estrazione. Ma perchè un’azienda dovrebbe investire circa 12 milioni – questo è il costo per un pozzo di ricerca – se è consapevole di non poter procedere alla successiva estrazione? Senza contare che anche la fase di ricerca, a nostro avviso, è impattante per il territorio”.
I problemi maggiori sono legati in primis alla subsidenza (l’assestamento – e quindi abbassamento – del terreno nelle aree interessate dalle estrazioni) e dei pericoli idrogeologici, ma secondo gli attivisti non sono da trascurare neanche i possibili rischi sismici che, al momento, nessuno è in grado né di confermare né di confutare. Una posizione accolta anche dal sindaco Tagliani, che assieme ad alcuni rappresentanti della giunta di Masi Torello si è unito alla delegazione e ha espresso ai tecnici regionali la volontà di bloccare ogni procedura di estrazione sul suolo comunale.
Nelle fasi finali dell’incontro subentra come sostituto di Muzzarelli il sottosegretario alla presidenza della Regione, Stefano Bertelli, con il quale non mancano i momenti di tensione. Infatti secondo Elisabetta Sala, attivista del coordinamento nazionale ‘No Triv’, uno dei punti critici del tema sta anche nelle questioni economiche: di fronte a un possibile impatto su un territorio che non riceve in cambio alcuna contropartita, c’è anche il rischio che tra gli investimenti per le trivellazioni finiscano anche soldi pubblici. Un punto che trova fondamento nella delibera regionale 828 del 24 giugno 2013, con cui la Regione ha assegnato circa 5 milioni di contributi statali alle ricerche di idrocarburi. “Secondo Bertelli – afferma la Pistocchi – non ci dovremmo preoccupare di questo, dato che non sono soldi della Regione ma vengono direttamente da Roma. Una posizione che ci conferma il distacco dalla realtà di chi opera in questi enti”.
Ma quello che ora gli attivisti, dopo l’incontro di ieri, temono maggiormente, è il distacco dell’assessore Muzzarelli dal tema delle trivellazioni. “Possiamo capire l’emergenza dovuta al tavolo sindacale – afferma la Pistocchi -, ma avremmo accettato anche un ritardo o un rinvio. In questo modo invece l’incontro non è servito a nulla, se non a rendere la Regione cosciente che i cittadini si stanno svegliando e pretendono risposte. Nel frattempo, però, la politica si nasconde dietro alle procedure per scaricare ogni responsabilità individuale”.
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