Politica
6 Marzo 2014
La consigliera regionale: "Potrebbe rendere inutile e costosa la raccolta differenziata"

Barbati (Idv) critica il Piano Rifiuti della Regione

di Redazione | 2 min

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Secondo l’esponente dell’Idv il comma 3 dell’articolo 18 delle norme tecniche che accompagnano il Piano – per la quale “è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile” – “vanifica gli sforzi fatti dai cittadini per mettere in atto la raccolta differenziata. Come è noto, infatti, le multi-utilities fanno pagare ai cittadini dei costi molto elevati per la raccolta differenziata, costi che sarebbero solo parzialmente risarciti da sconti tutt’altro che soddisfacenti (al massimo del 28%) previsti per i Comuni che raggiungono gli obiettivi”.

“Oltre al danno, la beffa – afferma ancora Barbati -: si paga di più per ridurre i rifiuti con la raccolta differenziata, ma con il Piano regionale di gestione dei rifiuti la differenziata stessa potrebbe diventare uno strumento utile solo per creare più spazio negli inceneritori dell’Emilia Romagna per accogliere i rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia. Il Piano Rifiuti – continua la capogruppo Idv in Regione – tradisce i nostri stessi territori, a cui nei fatti non converrà più la buona pratica della differenziata: se non venisse effettuata i cittadini spenderebbero molto meno e in Emilia Romagna si brucerebbero solo rifiuti prodotti in loco, di cui ben si conoscono contenuti e provenienza, evitando allo stesso tempo di pagare tanto per riempire i nostri inceneritori con i rifiuti provenienti da fuori regione”.

Per Barbati il Piano regionale deve cambiare radicalmente accettando la discussione e gli eventuali emendamenti in Assemblea altrimenti “la legge regionale diventa solo uno specchietto per le allodole”. Stoccata anche alle multiutility: “Ci auguriamo che la fame di fare business da parte di Hera e Iren sulla salute dei cittadini emiliano-romagnoli si tramuti in un boomerang: a quel punto i Comuni e i cittadini potrebbero decidere finalmente di riprendersi in mano il futuro della loro salute e dell’ambiente in cui viviamo, uscendo definitivamente da Hera e Iren”.

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