Aperto il nuovo centro di raccolta di Clara
Da oggi (31 marzo) è aperto al pubblico e pienamente operativo il nuovo Centro di Raccolta Comunale di San Giuseppe di Comacchio, in via dell'Artigianato
Da oggi (31 marzo) è aperto al pubblico e pienamente operativo il nuovo Centro di Raccolta Comunale di San Giuseppe di Comacchio, in via dell'Artigianato
. "A volte la verità impiega un po' di tempo ad arrivare. Ma quando arriva, di solito non ha bisogno di troppe spiegazioni". È così che la consigliera di opposizione Agnese De Michele commenta l'archiviazione del procedimento a proprio carico, nato dalla querela della giunta comunale
Altra operazione anti-droga per la Squadra Mobile di Ferrara che, durante la giornata di lunedì 30 marzo, ha fatto scattare le manette nei confronti di un 24enne con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo aver sequestrato mezzo chilo di marijuana e oltre 10mila euro in contanti
Argenta prende una posizione netta contro il ddl promosso dalla senatrice Bongiorno, condannando il nuovo disegno di legge che sostituisce la riforma sulla violenza sessuale approvata a maggioranza assoluta alla Camera il 25 novembre scorso
Il percorso verso la firma del Contratto di Area Umida del Po di Volano è ormai alle battute finali e si avvicina al traguardo della firma
Porto Garibaldi. Si conclude con un’assoluzione il processo a carico di Antonio Pini, ex dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Comacchio accusato di falso e abuso d’ufficio per aver concesso il permesso a costruire per alcuni immobili in viale dei Mille, a poche decine di metri dalla battigia della spiaggia. Un’area che secondo la procura di Ferrara e Legambiente, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato David Zanforlini, sarebbe stata sottoposta a vincoli paesaggistici che impedirebbero qualunque permesso edilizio. Il processo si è sviluppato attraverso una serie di consulenze legali da parte di procura, difesa e Legambiente, ognuna delle quali ha cercato di districarsi nel marasma delle varie leggi nazionali e regionali e i dei piani regolatori adottati dal Comune di Comacchio per chiarire se il comportamento di Pini, difeso dall’avvocato Maria Mezzogori, costituisse effettivamente reato e se, in caso affermativo, si potesse parlare di dolo.
E durante l’udienza conclusiva sia le parole dell’imputato, al banco dei testimoni per l’esame di pm e avvocati, sia la sentenza finale pronunciata dal giudice Rizzieri, hanno dato ragione allo studio del consulente della difesa Sauro Turroni, architetto ed ex senatore dei Verdi, secondo il quale la stratificazione normativa intervenuta dopo il 1985, quando fu approvata la legge Galasso, possono effettivamente configurare una impossibilità a costruire, ma che “è da escludere una responsabilità penale per Pini, che si è attenuto alla documentazione che aveva a disposizione sul lotto”. Concetti ripetuti con forza da Pini durante l’esame da parte del pm Ombretta Volta. Di fronte alla domanda “se fosse consapevole o meno a vincoli dettati da piani sovraordinati al Prg (piano regolatore generale, ndr)”, l’imputato ha affermato che il lotto di terreno contestato “era zona omogenea B da prima del 1985. Oggi c’è una certa problematicità nel definire gli ambiti sottoposti o meno a tutela e il fatto che si stia ancora svolgendo questo processo lo dimostra”.
L’ex dirigente comunale ha rivendicato la correttezza del proprio operato, affermando che “personalmente ho bloccato autorizzazioni per decine e decine di ettari, quando non c’erano le condizioni per rilasciarle. Eppure da 12 anni sto pagando per questa situazione, assieme ai proprietari degli immobili che continuano a pagare le tasse su edifici che non possono utilizzare. E questa è una truffa, non ci sono altre parole per definirla”. Anche i proprietari degli immobili, vale la pena ricordare, furono inizialmente nel mirino dell’indagine, ma furono prosciolti (perchè il fatto non costituisce reato) in udienza preliminare. Le case costruite in viale dei Mille sono invece sottoposte a un blocco dei lavori e sono attualmente da rifinire e disabitate.
Ma a uscire definitivamente dal processo è anche Pini, che dopo oltre quattro ore di udienza, durante la quale si sono tenuti il suo esame, la requisitoria del pm (10 mesi la richiesta di condanna) e le arringhe di Zanforlini e Mezzogori, è stato assolto con formula piena da tre capi di imputazione (perchè i fatti non sussistono o non costituiscono reato) e ha raccolto la prescrizione per i quattro rimanenti. “Ci sembra una sentenza giusta e doverosa – commenta dopo la sentenza l’avvocato Mezzogori -, perchè Pini è un dirigente coscienzioso e anche molto attento al paesaggio, che si è ritrovato dentro una partita che non dipendeva da lui”. Dello stesso avviso due dei proprietari immobiliari, presenti come spettatori durante l’udienza e che ora sperano di avere un’arma in più per sbloccare i propri diritti sulle case di Porto Garibaldi. “Sarebbe stato strano non assolvere Pini, visto anche il nostro proscioglimento all’inizio del processo – commentano i due -. In questi anni gli immobili che avevamo costruito sono stati praticamente saccheggiati, ci hanno rubato anche il rame delle grondaie. Al momento abbiamo due ricorsi, uno al Tar e uno alla Corte Europea, e speriamo di poter finalmente finire i lavori cominciati parecchio tempo fa”.
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