Politica
21 Gennaio 2014

Legge elettorale: Paron vota per la proposta di Renzi

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (20)La direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato con 111 voti a favore, 34 astenuti e nessun contrario la bozza di legge elettorale proposta da Matteo Renzi, nata anche dall’incontro di sabato scorso e la “profonda convergenza” con l’ex premier e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. E tra i voti favorevoli c’era anche quello del sindaco di Vigarano, Barbara Paron, che aveva annunciato poco prima a Estense.com la sua intenzione di dare la propria preferenza “a favore della proposta di Renzi, che faceva parte dei suoi punti programmatici votati da tre milioni di italiani e dimostra che la politica può mantenere gli impegni presi e rifondare il patto di lealtà coi cittadini”.

I contenuti tecnici della bozza di legge sono ormai noti, a partire dalle liste bloccate e quindi – ancora una volta – dall’impossibilità di dare la propria preferenza a un candidato preciso. Uno dei temi che ha sollevato più critiche all’interno del Pd ma su cui Renzi ha posto il veto, affermando che il “pacchetto” di riforme concordato da Berlusconi non è modificabile. Il Pd punta in ogni caso a risolvere il problema al di fuori della legge elettorale, tramite il ricorso ormai consolidato alle primarie. Per quanto riguarda il premio di maggioranza, pari  al 18% dei seggi, la quota necessaria per aggiudicarselo sarà il 35% dei voti e, nel caso nessuno riesca a raggiungere tale quota, si andrà a un ballottaggio tra le due maggiori forze elettorali per l’assegnazione del premio.

Sulle soglie di sbarramento la bozza di legge si presenta, come annunciava Renzi, in grado di annullare “il potere di ricatto dei partitini”. O addirittura il loro ingresso in Parlamento, perchè oltre alla “ragionevole” soglia del 12% per le coalizioni, compaiono anche soglie pari al 5% dei voti per i partiti all’interno di coalizioni e addirittura all’8% per partiti fuori da coalizioni. Una percentuale che negli ultimi anni, se si escludono Pd, Pdl e M5S, sarebbe potuta essere soddisfatta solo dalla Lega Nord nei momenti di massimo consenso (nel 1996 e nel 2008) e che per i partiti minori renderebbe impensabile qualunque corsa elettorale se non attraverso alleanze più o meno forzate con Pd e Forza Italia.

Barbara Paron, ancora all’interno della direzione Pd quando viene contattata, spiega che “la legge elettorale è l’unico modo per uscire dall’attuale immobilismo. Bisogna arrivare a una sintesi costituzionale e appoggiata dagli italiani. Personalmente sono onorata di poter dare il mio contributo e auspico che questa riforma abbia effetti positivi anche per un Comune come Vigarano, che si trova  in difficoltà a causa dell’incertezza e ingovernabilità a livello nazionale. Spero che questo sia il primo tassello di un percorso che faccia ricadere ‘a cascata’ i propri effetti anche sugli enti locali”.

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