Il Pd ferrarese continua nel segno di Paolo Calvano. Il segretario uscente, candidato unico alla carica provinciale, raccoglie il 96% dei consensi tra i 49 circoli della provincia e raccoglie gli applausi dell’assemblea radunata nella sala polivalente di Portomaggiore, in cui sono presenti anche quasi tutti i volti noti del Pd ferrarese e rappresentanti di sindacati, associazioni e i vertici di Sel e Rifondazione Comunista. Il discorso di Calvano ripercorre brevemente il periodo appena concluso, in cui emerge un sostanziale apprezzamento per il Pd locale e una presa di distanza dalla politica nazionale, per poi tracciare le priorità per i prossimi quattro anni. Da quelle interne al partito, con un richiamo all’unità tra le correnti, a quelle “esterne”, dove a farla da padrone è il tema del lavoro, che il segretario Pd declina spaziando dai dati sulla disoccupazione alle vertenze Berco, Basell e Carife – aprendo anche a una possibile acquisto della banca da parte di altri istituti di credito -, dall’accesso ai fondi europei al turismo balneare.
Sul piano interno Calvano cerca di evitare ogni divisione tra correnti e assicura che “farò in modo che tutti possano esprimersi all’interno del partito e con questo criterio comporremo gli organismi dirigenti”. A questo proposito il segretario parla anche del ricambio nel partito, impegnandosi a favorire il rinnovo: “È mio dovere da segretario al secondo mandato – afferma Calvano – creare una classe dirigente che possa fare quello che è stato consentito a me: mettersi alla prova e dare il proprio contributo”.
Il segretario propone però anche strumenti di partecipazione per la base elettorale e vede nei sistemi online un possibile strumento. “Usiamo i contatti raccolti attraverso le primarie – afferma Calvano – per avviare nuove forme di democrazia digitale. Chiederò di costituire un gruppo di lavoro per avere una proposta su nuove forme di consultazione online per gli elettori”. E qui arriva la prima “stilettata” del segretario democratico al Movimento 5 Stelle, unico vero avversario politico nominato nel discorso di insediamento. “Questi strumenti però – prosegue Calvano – devono anche essere regolamentati : i “quorum zero” in stile Comacchio mi spaventano, perchè non dobbiamo trasformare la partecipazione in una forma mascherata di dittatura delle minoranze”.
Temi che riportano Calvano alla sua visione della politica, in cui deve essere sempre presente la funzione formatrice del partito: “Nel nostro paese – afferma il segretario – la politica per professione ha creato delle mostruosità, ma rischiamo di pagare un altro conto salatissimo se passa il principio che la politica e l’impegno nelle istituzioni siano materie alla portata di chiunque. Per questo è indispensabile il ruolo del partito per acquisire le skills”.
Passando alle questioni più economiche Calvano si concentra su come far ripartire l’occupazione, puntando soprattutto sulla chimica con un terzo accordo di programma (“per portare nuovi investimenti in un settore in cui Ferrara può diventare un gioiello dell’economia nazionale”) e su energia, trasporti e agricoltura per le imprese più giovani. “Ma sarà indispensabile – sostiene il segretario Pd – la sinergia tra enti pubblici e forze economiche. È necessario che ognuno di noi faccia la propria parte, anche in previsione della nuova tornata di fondi europei”.
Ma uno dei temi più scottanti è quello di Carife e Calvano rivela che non vedrebbe di cattivo occhio un’eventuale acquisto della banca ferrarese da parte di un istituto di credito più importante. “Gli atteggiamenti di chiusura – afferma il segretario Pd – sono dannosi, e la nostra banca ne è un drammatico esempio. La ristrutturazione và affrontata con la massima attenzione ai lavoratori, ma dall’altro lato occorre immaginare le prospettive che la banca può avere. Credo non serva una banca che abbia Ferrara nel nome, ma che ce l’abbia nei propri obiettivi e nel cuore”.
Prima di chiudere il discorso iniziale del secondo mandato Calvano prende posizione anche sulla corsa alle amministrative del 2014, aprendo alle altre forze politiche di centrosinistra ma non ad eventuali candidati alternativi a Tiziano Tagliani. “Dobbiamo partire dalle cosa da fare e costruire attorno a queste alleanze coese.Mi permetto di dire che dove ci sono sindaci uscenti che hanno fatto bene, con un buon grado di consenso, la richiesta di primarie, anche dall’interno del nostro partito, rischia di essere eccessiva. Concentriamoci piuttosto a costruire insieme la nostra idea di Ferrara”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com