Politica
25 Ottobre 2013
L'aspirante contendente alle primarie: "Niente di personale contro Tagliani"

Franesi: “Sabotaggio del Pd sulla raccolta firme”

di Daniele Oppo | 3 min

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Pietro Farnesi, PdPietro Franesi, aspirante avversario di Tiziano Tagliani alle primarie del Pd per la candidatura a candidatura a sindaco di Ferrar, un piccolo risultato l’ha già raggiunto: spostare di 5 giorni il termine ultimo per la raccolta firme di almeno 300 iscritti al Pd o di 40 membri del partito (i moduli sono a disposizione nei circoli e presso la segreteria provinciale).

Percorso, quello che dovrà affrontare , che si è fatto subito in salita: “Ho trovato un vero e proprio sabotaggio da parte della casta del Pd -dichiara senza mezzi termini Franesi in conferenza stampa-. Avevo avvisato che non sarei stato a Ferrara per un certo periodo di tempo e avevo delegato Giuseppe Calò (responsabile della comunicazione del candidato antagonista, ndr) ma hanno fatto una riunione il 5 ottobre scorso di cui non siamo stati avvertiti e dove hanno stabilito il 15 novembre come termine ultimo per raccogliere le firme”. Il “boicottaggio” non sarebbe concluso qui: “La lettera che mi hanno mandato è datata però 15 ottobre e l’ho ricevuta materialmente il 20: mi hanno tolto tre settimane di lavoro per poter raccogliere le firme”. Dopo le rimostranze, il partito ha deciso di concedere cinque giorni in più a Franesi e la scadenza è stata spostata al 20 novembre.

“Non c’è niente di personale contro Tagliani in quello che sto facendo -afferma Franesi-, anzi mi congratulo con lui per il risultato ottenuto nei sondaggi, anche se il giorno in cui un candidato sindaco sarà deciso in base ai sondaggi sarà un giorno triste, così come è triste la decisione di scegliere un candidato sindaco con un assemblea comunale”. Quella dell’ex dirigente Pci è una battaglia, così dice, di principio: “Mi candido per difendere un diritto: la possibilità di dire la mia su chi debba essere il candidato del Pd, la città merita che venga scelto sulla base di una platea più ampia e sulla base dello statuto del partito che ha rovesciato la piramide assegnando più importanza alla base”. Franesi chiede le primarie dunque: “Lo stesso Tagliani -afferma- credo abbia interesse affinché si svolgano, sarebbe un peccato che decidesse di accettare una candidatura che va bene per una bocciofila ma non per una città come Ferrara”.

Franesi si vede come l’alternativa, interna al Pd, di Tagliani: “Lui rappresenta un ‘continuismo’ che dimostra un impoverimento della città: Ferrara o cambia o rischia di diventare la periferia di Bologna. È arrivato il momento di una svolta per quanto riguarda uomini e contenuti”. Il programma? “Andrà costruito con la cittadinanza, io indicherò solo alcuni punti con la mia idea di cambiamento”. Fra questi punti vi sono quelli già anticipati nell’intervista a Estense.com: amministratori volontari e non stipendiati, carta di credito da 200 euro per i più poveri, abbattere il grattacielo – “Non è una provocazione, è un punto in cui le forze dell’ordine fanno fatica ad entrare; sarebbe il segnale di una svolta epocale perché Ferrara vuole essere città d’arte e quello sgorbio lì va abbattuto”-; class action contro la dirigenza Carife, uscita della politica dal potere e dai consigli di amministrazione,  abbandono dei grandi investimenti come l’ospedale a Cona e la Cispadana, a favore “di piccole opere come l’edilizia scolastica, la manutenzione del territorio e la messa a norma edilizia”.

“Bisogna rivoltare Ferrara -afferma Franesi- uscire dalla logica che ha aggiunto nebbia dove c’era già naturalmente”. Ma se non dovesse farcela a raccogliere firme o, addirittura, a battere Tagliani alle primarie? “Sarei il suo primo sostenitore -confessa- ma il Pd, partito in cui credo, deve dare la possibilità di fare proposte alternative e gli iscritti devono chiedersi se sono disposti a svendere il loro diritto di scegliere il candidato sindaco”.

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