Cronaca
15 Ottobre 2013
Blitz di carabinieri e Arpa nel vano caldaia. Timori tra i residenti. L'amministratrice: "Da analisi nessun riscontro"

Scoperto deposito di amianto nel Grattacielo

di Ruggero Veronese | 3 min

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L’ingresso del vano caldaie

“Tutto ci saremmo aspettati tranne che scoprire un deposito di amianto nel vano caldaia”. Sono a dir poco perplessi gli inquilini che assistono al sopralluogo di Arpa e carabinieri nei locali al piano terra del grattacielo. Un sopralluogo nato da una segnalazione privata e che ha portato alla scoperta di alcuni sacchi neri contenenti cemento e il temuto minerale. Trasportati lì chissà come.

Il film inizia poco dopo mezzogiorno. I tecnici Arpa devono aspettare una decina di minuti prima dell’arrivo del portinaio, l’unica persona reperibile con le chiavi del vano caldaie. Una volta all’interno, gli esperti fotografano e verificano il contenuto dei sacchi, quasi una decina in totale. “Bisognerà fare delle analisi – risponde sbrigativamente prima di ripartire per Bologna l’incaricata del’Agenzia regionale per l’ambiente -, per adesso la situazione non sembra allarmante. Anche se non è imballato con tutti i crismi del caso, il materiale nei sacchi non è in grande quantità, più o meno la stessa che si ricaverebbe smontando un capanno in cortile”.

Abbastanza però per alimentare i timori di chi vive nei due grattacieli ferraresi. Il sopralluogo dell’Arpa segue quelli già eseguiti dall’Asl e che portarono in estate alla repentina interruzione dei lavori sull’impianto di riscaldamento. Ancora fermi, nonostante l’autunno ormai inoltrato. “Eppure – spiega un gruppo di condomini – non ci è arrivata alcuna comunicazione ufficiale per questa interruzione. Il riscaldamento doveva essere pronto il 15 ottobre, ma dopo i controlli dell’Asl di inizio settembre i lavori si sono fermati, e ad oggi non si è mosso nulla”.

La tavola di compensato copre la breccia nei pianerottoli. Ai primi piani sono già presenti i tubi del nuovo impianto.

La tavola di compensato copre la breccia nei pianerottoli. Ai primi piani sono già presenti i tubi del nuovo impianto.

Nemmeno la bacheca condominiale ne fa menzione. L’unica informativa successiva all’inizio dei lavori – ma anche alla loro interruzione – è datata 19 settembre ed è intitolata “Norme tecniche per esecuzione lavori di collegamento parti private con parti comuni”. Qui si informa che “al fine di effettuare le corrette operazioni di allacciamento si deve evitare obbligatoriamente il passaggio delle tubazioni attraverso le strutture portanti di cemento armato”. Nessun riferimento alla presenza di amianto.

Alcuni inquilini sostengono di conoscere la provenienza del pericoloso materiale: si tratterebbe dei condotti – accessibili dai pianerottoli – che in origine venivano adoperati per buttare via l’immondizia. “Le nuove tubature per il riscaldamento autonomo – affermano – sarebbero dovute passare per di qua. L’idea sarebbe anche buona, se non fosse per il fatto che hanno dovuto rompere sezioni di muro di cemento e amianto”. Intanto l’unica traccia dei lavori sono i pannelli di compensato che coprono i varchi nei muri, ma la paura dell’amianto fa passare il freddo in secondo piano: “Prima della ripresa dei lavori vogliamo che sia garantita la sicurezza del palazzo – chiede un gruppo di inquilini -. Poco fa abbiamo scoperto la presenza di amianto nel vano caldaia e nessuno sa come ci sia arrivato e chi ce avesse accesso a quella stanza. Oltre al fatto che non abbiamo visto alcuna particolare precauzione durante i lavori”.

E che siano proprio i vecchi condotti per l’immondizia la fonte dei timori lo conferma anche l’amministratrice di condominio, Tiziana Davì. Secondo la quale, tuttavia, i risultati delle analisi dei sopralluoghi precedenti sono rassicuranti. “I lavori – afferma l’amministratrice – sono stati sospesi per verificare che non ci fossero rischi per i residenti, per il fatto che è stato trovato una piccolo strato di eternit all’interno della parete. Proprio oggi però l’Usl mi ha comunicato che dalle analisi dell’Arpa non risulta presenza di amianto nelle polveri”. Con la scoperta di stamane nel vano caldaie, bisognerà però attendere nuove verifiche prima di escludere ogni rischio per i condomini. E di lasciare che i lavori per il riscaldamento delle due torri riprendano una volta per tutte.

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