Cronaca
8 Ottobre 2013
Accusati di aver accoltellato il teste, si scopre che stavano difendendo una ragazza dal persecutore

Da carnefici a salvatori

di Ruggero Veronese | 3 min

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Violentò l’amichetta della figlia. “Condannatelo a sette anni”

Rischia una pesante condanna in abbreviato a sette anni di carcere, tanti quanti ne ha chiesti ieri (mercoledì 1° aprile) per lui la pm Isabella Cavallari, il 39enne ferrarese a processo per aver violentato sessualmente l'amichetta della figlia che, all'epoca a cui risalgono i fatti contestati, aveva meno di 14 anni

Occupano abusivamente una casa. Scattano denunce per cinque senzatetto

Stavano occupando abusivamente un edificio di proprietà di una donna che lo aveva ereditato, quando i carabinieri li hanno scoperti e denunciati. Protagonisti della vicenda cinque persone, tre uomini e due donne tra i 20 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora, che ora dovranno rispondere di invasione di edifici e terreni

admin-ajax (19)I dubbi sull’attendibilità della vittima erano già sorti durante l’udienza preliminare, dopo la quale erano stati rimessi in libertà Cristian Sora, Constantin Stoica e Dumitru Nalbariu. Tre cittadini rumeni accusati di aver aggredito e accoltellato alla schiena un connazionale, che raccontò agli inquirenti di essere scampato a conseguenze peggiori rifugiandosi in una palestra di pugilato in via Foro Boario. Ma l’assoluzione pronunciata dal tribunale di Ferrara chiude definitivamente il processo in cui erano imputati per lesioni aggravate, aprendo la strada anche a un possibile procedimento a carico della ex parte offesa per falsa testimonianza.

I fatti emersi durante il processo raccontano le storie di persone dalle vite difficili e problematiche, ma in cui non mancano gli atti di nobiltà. Sora, Stoica e Nalbariu vivono, assieme a una ventina di cittadini rumeni, nell’area abbandonata vicino all’ex stazione ferroviaria in via Foro Boario. È la notte del 26 settembre quando una giovane prostituta di 29 anni, loro connazionale, chiede aiuto a Sora. Racconta di essere stata picchiata dal suo ex fidanzato, arrivato addirittura a sbatterle la testa contro una cancellata di metallo, come riferito dalla donna in udienza. Il giovane rumeno la accompagna all’ospedale di Cona, per poi portarla la mattina successiva nelle palazzine di Foro Boario per proteggerla dal violento ex compagno. Che poche ore però dopo si presenta sul posto chiedendo alla ragazza di andarsene via con lui.

È questo il momento in cui si verificano i fatti al centro del processo: l’ex fidanzata infatti non vuole saperne di tornare sui propri passi, e i tre connazionali intervengono nella discussione. Ne nasce una colluttazione e l’uomo fugge scappando dalla finestra verso l’edificio più vicino: una palestra di pugilato, il cui titolare e istruttore è a pochi metri dall’ingresso. Sente gridare aiuto e offre rifugio al fuggitivo all’interno, intimando agli inseguitori di fermarsi. Nel frattempo una pattuglia dei carabinieri ha visto la scena e interviene, arrestando Sora, Stoica e Nalbariu.

L’uomo nella palestra presentava un ematoma sullo zigomo e tre vistosi tagli (“superficiali ma netti”, riferiranno gli agenti in aula) alla schiena. Difficile però capire se a provocarli sia stato un coltello o i vetri della finestra utilizzata per uscire: l’area è talmente ingombra di ferraglia e detriti che la (presunta) arma potrebbe essere stata occultata ovunque. Ogni ricerca risulta vana. E di conseguenza in tribunale non è stato possibile provare che ci fu effettivamente l’accoltellamento.

Non mancano però le contraddizioni nel racconto della vittima, che ha testimoniato in tribunale di essere sempre stato contrario alla prostituzione, di essere venuto a Ferrara da Mestre dopo aver saputo del ricovero della ex fidanzata e di aver cercato di “liberarla dall’oppressione dei tre aguzzini”. Una tesi completamente smentita dalla ex fidanzata, presente a sorpresa (inizialmente non era stata inserita nella lista dei testi) al banco dei testimoni. La ragazza ha raccontato di essere stata picchiata dall’uomo la sera prima dei fatti narrati e di aver chiesto aiuto ai tre connazionali e alle loro famiglie. “Una testimonianza decisiva – afferma l’avvocato Alessandro Misiani, difensore dei tre imputati -. La 29enne cercava protezione per uscire dal mondo della prostituzione, e presto tornerà in Romania per cominciare una nuova vita”.

Nei giorni successivi all’episodio l’ex compagno è anche tornato sul posto, ribadendo il suo amore e la sua volontà di tornare assieme alla giovane. Che per tutta risposta, assieme ai tre connazionali, ha deciso di denunciarlo per minacce e lesioni personali. Al fianco di questo procedimento, se la procura dovesse ravvisarne gli estremi, potrebbe nascerne anche uno per falsa testimonianza. “Su questo – afferma Misiani – non escludo possibili conseguenze. I miei clienti vogliono chiudere questa storia e non si muoveranno in tal senso, ma le autorità potrebbero valutare questa ipotesi”.

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