Cronaca
20 Settembre 2013
A maggio 2014 scadranno i finanziamenti ministeriali ottenuti dal Comune

Bus per Cona, ora servono risorse

di Ruggero Veronese | 4 min

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fotoAmministrazione, ospedale e aziende dei trasporti ferraresi uniti per un amichevole ‘imboscata’ all’assessore regionale. Il pretesto ufficiale del convegno “Un anno di servizio Tpl” è quello di fare il punto della situazione con tutti gli enti che concorrono a vario livello nel finanziamento e nella gestione del trasporto pubblico verso l’ospedale di Cona. Il punto critico è però noto agli addetti ai lavori già da tempo: la copertura del servizio è garantita solo fino a maggio 2014, quando scadranno i finanziamenti  ministeriali ottenuti dal Comune con un bando del 2009 (come dichiarava nel dicembre scorso anche l’assessore ai trasporti Aldo Modonesi). Ecco allora il perché dell’imboscata: costringere, o convincere, la Regione a farsi parte attiva nel mantenimento del servizio.

Prima di quella data occorre quindi avere la certezza che gli enti rimasti in campo (Tper, Ami, Comune, Provincia, Regione e ospedale Sant’Anna) riescano a trovare le risorse necessarie per garantire il mantenimento dei servizi lanciati un anno fa e in primis la linea 6, che parte da Porotto e con 96 corse giornaliere collega buona parte della città all’ospedale attraverso l’asse viale Cavour – corso Giovecca – via Comacchio.

La prima parte del convegno è dedicata al resoconto dei risultati ottenuti dal trasporto pubblico dall’apertura del nuovo Sant’Anna, che vede sostanzialmente un buon seguito di utenti per gli autobus ma ancora uno scarso utilizzo delle linee ferroviarie dalla riviera a Portogaribaldi, i cui orari sono stati rimodulati per creare le coincidenze con gli autobus diretti a Cona. L’amministratore unico di Ami Giuseppe Ruzziconi mostra un trend positivo in particolare per la linea 6, con una crescita di utenti costante di mese in mese (alla fine saranno 327.059 i viaggiatori paganti nel periodo luglio 2012- giugno 2013).

Ed è proprio Ruzziconi, al termine dell’esposizione, a lanciare il primo messaggio all’assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri: “L’assessore può vedere i risultati ottenuti in un anno – afferma l’amministratore di Ami -, ora bisogna riuscire a rifinanziare la mobilità su gomma e speriamo che la Regione possa dare un finanziamento”. Assai più diretta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, che parte in quarta affermando che “oggi è chiaro l’obiettivo di prendere in ostaggio l’assessore Peri per il finanziamento della linea 6, e sappiamo di trovare un interlocutore franco e schietto ma anche capace di fornire grande collaborazione”. Ma la Zappaterra non abbandona neanche la speranza di poter ottenere risorse da enti superiori, soprattutto puntando ai temi ambientali: “Molti progetti tesi a migliorare la qualità dell’aria – afferma la presidente della Provincia – trovano finanziamenti , e il nostro sforzo creativo deve andare in questa direzione”.

Il sindaco Tagliani si sofferma invece su altri tipi di mobilità: treni e biciclette. Per quanto riguarda i primi, con riferimento alla “metropolitana di superficie”, il sindaco afferma che “la problematica è aperta e i tempi sono molto diversi da quello che ci aspettavamo anni fa: sono molti anni che la città soffre di un cantiere aperto in città, e spero che una volta risolte le problematiche amministrative si possano vedere gli stessi risultati ottenuti dal trasporto su gomma”. Riguardo alla pista ciclabile, il sindaco afferma che la realizzazione lungo via Comacchio è complicata da questioni tecniche e morfologiche, ma che “è in fase di studio un percorso alternativo, che potrà ridurre in maniera significativa i problemi di mobilità tra le varie frazioni”.

L’intervento più atteso è ovviamente quello di Peri, da cui dipendono in misura maggiore le risorse per il trasporto pubblico. “Grazie per il tranello, ma già lo immaginavo – esordisce l’assessore -. D’altra parte vedo questo incontro come una riunione di lavoro, ed è evidente la necessità di trovare finanziamenti per mantenere questo servizio”. L’assessore regionale critica l’indirizzo imposto dalla politic nazionale (“non sono convintissimo che ci stia muovendo nella direzione giusta: riprogrammazione in genere è un modo gentile per dire di tagliare tutto il possibile”), ma difende la gestione della sua giunta: “In altre regioni tra le più ricche stanno tagliando il 20-25% delle risorse per la mobilità, mentre noi siamo riusciti ad abbassare solo di un 3% il traffico su rotaia e di un 5% quello su gomma”. Di fronte alla domanda più sentita, l’assessore chiede però un contributo diffuso a tutti gli enti: “Sappiamo che il ministero si tirerà fuori – afferma Peri – e dovremo allenare la nostra creatività, ma va da sé che dovremo lavorare di più in casa. Occorrerà l’impegno della Regione, ma anche degli enti locali, dell’università e dell’azienda ospedaliera. La dimensione economica non è poi così inarrivabile, ma è necessaria la collaborazione di tutti”. Il destino delle linee ferraresi è però legato a doppio filo a quello di Bologna: “Ovviamente non finanziamo le singole linee, anche se in questo caso vediamo chiaramente una risposta significativa da parte degli utenti. Stiamo ragionando in un’ottica di bacino unico, ed è necessario ragionare sui servizi in un scala più ampia”.

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