Cronaca
15 Dicembre 2012
Le nuove soluzioni non convincono gli abitanti di Cona, mentre i costi non sono sostenibili. Modonesi: "Possiamo coprirli fino a maggio 2014"

Ospedale e trasporti, i problemi di Cona

di Ruggero Veronese | 4 min

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Trovare soluzioni condivise quando c’è in ballo l’ospedale di Cona comincia a diventare un’impresa impossibile. Lo deve aver capito bene l’assessore comunale alla Mobilità Aldo Modonesi, ieri sera al circolo Pd di Cona assieme a Michele Balboni, direttore dell’azienda Ami Ferrara, Pietro Torri, presidente della Circoscrizione 4 e al consigliere Tper Maurizio Buriani. L’obiettivo dell’incontro era spiegare ai cittadini delle frazioni attorno a Cona i nuovi servizi di trasporto pubblico, ma le lamentele del pubblico non sono comunque mancate. Due le problematiche di cui si è discusso: gli orari delle linee che collegano l’ospedale con i paesi circostanti, ritenuti da alcuni poco funzionali, ma soprattutto il costo dei biglietti, con l’abitato di Cona appena al di là della zona classificata come urbana e i cui abitanti pagano tariffe più alte di chi viene dalla città.

Modonesi ha sottolineato più volte come i tagli ai finanziamenti per i servizi rendano necessari alcuni sacrifici. “Il periodo non è facile per il settore – ha spiegato l’assessore – dopo che Ferrara, i cui trasporti pubblici coprono 9,8 milioni di chilometri, ha avuto un taglio di 300mila chilometri nel 2011 e di 250mila nel 2012. Ma abbiamo comunque cercato di provvedere alle sollecitazioni che ci sono arrivate dalla circoscrizione e da numerosi residenti, che evidenziavano come l’ospedale di Cona fosse privo di collegamenti con l’abitato”. La soluzione è stata quindi quella di trasformare il precedente servizio di taxibus a chiamata in una vera e propria linea a cadenza regolare, la 323, che va da Cona a Ferrara sei volte al giorno passando in tre occasioni (due al mattino e una al pomeriggio) all’interno del complesso ospedaliero. Un servizio che secondo Buriani avrà bisogno di un certo periodo prima di essere conosciuto e sfruttato al meglio, e che per motivi di risorse e di tempistiche non era possibile far passare per il Sant’Anna ad ogni corsa. “Avendo a disposizione solo pochi viaggi al giorno abbiamo lavorato con le circoscrizioni cercando di rispettare le loro indicazioni”, ha spiegato il consigliere Tper, “e per dare la priorità a studenti e lavoratori abbiamo sacrificato le corse negli orari meno frequentati”.

Un discorso a parte merita invece la questione della “zonizzazione”, che regola le tariffe del servizio autobus. Un meccanismo semplice e netto: se si viaggia restando all’interno di una delle zone in cui è diviso il territorio comunale la tariffa per una corsa è di 1,20 euro, mentre oltrepassando uno dei “confini” si sale a 2,00 euro. Con l’apertura del nuovo Sant’Anna l’area urbana di Ferrara si è allungata fino all’ospedale, lasciando però fuori l’abitato di Cona, che dista circa tre chilometri. “È assurdo – dicevano alcuni cittadini presenti all’incontro – che per chi abita in via Bologna o al Doro il viaggio costi meno che per noi, che dobbiamo pagare una tariffa extraurbana per arrivare appena fuori dal paese. Visto che versiamo le stesse tasse di tutti i cittadini del Comune chiediamo gli stessi diritti”. L’ostacolo è rappresentato dalla Regione, che ha la competenza della zonizzazione e ha escluso il paese dall’area urbana. “Ieri all’assemblea dell’Ami – ha spiegato Modonesi – abbiamo deliberato di spostare i confini della zona per includere anche l’abitato di Cona, e stamattina abbiamo inoltrato la decisione all’assessore regionale. Ma non voglio illudere nessuno perchè non è un risultato scontato, anche se rispetto a qualche settimana fa ora abbiamo una posizione ufficiale”.

Una questione che invece non era in agenda riguarda la sostenibilità delle nuove linee che allacciano l’ospedale con gran parte della provincia, da Copparo a Portomaggiore. Un totale di 88 mezzi pubblici si fermano tutti i giorni nel parcheggio del Sant’Anna, resi possibili dai tagli ad altre linee nel territorio comunale ma soprattutto dagli 800mila euro ottenuti dal Comune da un bando del Ministero dei Trasporti, nel 2009. Una buona fetta dell’investimento totale, considerando che il resto è sostenuto per 350mila euro dal Comune, per 100 mila dall’azienda ospedaliera e per 50 mila dall’università. “Con questi soldi – ha spiegato Modonesi – abbiamo la copertura fino a maggio 2014, e dopo si aprirà una nuova partita con la Regione”. Da quel momento, trovare soluzioni condivise potrebbe diventare un’impresa ancora più titanica.

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