Cronaca
16 Settembre 2013
Centanni descrisse per la prima volta la natura dell'agente patogeno responsabile della malattia

Il virus dell’aviaria fu scoperto a Ferrara

di Redazione | 2 min

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Il virus H5N1. Photo Credit: Cynthia Goldsmith Content Providers: CDC/ Courtesy of Cynthia Goldsmith; Jacqueline Katz; Sherif R. Zaki

Il virus H5N1. Photo Credit: Cynthia Goldsmith Content Providers: CDC/ Courtesy of Cynthia Goldsmith; Jacqueline Katz; Sherif R. Zaki

La notizia non è nuova, ma dato il recente riaccendersi dei focolai di influenza aviaria (portata dal ceppo virale H7N7) nel territorio ferrarese, sembra opportuno ricordare che il virus da cui hanno origine gli odierni allarmi sanitari -ed economici- fu scoperto per la prima volta proprio a Ferrara dal professor Eugenio Centanni.

Nel 2006 l’ ‘Università di Ferrara omaggio Centanni con la ristampa di un vecchio libro -“La peste aviaria”, scritto insieme all’allora strudente Ezio Savonuzzi- e un convegno a cui partecipò anche la virologa di fama mondiale (nonché senatrice fra le fila di Scelta civica) Ilaria Capua, eletta “mente rivoluzionaria” da Seed e nella top 50 fra gli scienziati mondiali secondo la rivista Scientific American proprio per aver reso pubblica la sequenza genetica del virus dell’aviaria, dando così un importantissimo contributo alla così detta “scienza open source”.

Centanni fu titolare della cattedra di patologia generale dell’Università di Ferrara e descrisse nel 1901 la natura dell’agente responsabile di quella che allora era conosciuta come “Peste aviaria”. In quell’anno,  Centanni presentò all’Accademia delle scienze mediche e naturali di Ferrara due comunicazioni, realizzate assieme allo studente ferrarese Ezio Savonuzzi, nelle quali descriveva i risultati delle ricerche sulla causa della malattia. Centanni e Savonuzzi avevano identificato l’agente patogeno filtrabile, cioè il virus, responsabile di questa malattia, che imperversava tra gli animali in tutta Europa, e che come recenti studi ipotizzano, potrebbe essere collegato a quello della pandemia di “spagnola” di 15 anni dopo, era il quarto ad essere scoperto.

Nato a Montotto, frazione di Monterubbiano, l’8 gennaio 1863 frequentò il liceo ginnasio di Fermo e si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia di Bologna dove ne conseguì la laurea a pieni voti e con lode. Dopo un breve periodo trascorso nel suo paese d’origine, tornò a Bologna dove compì alcune indagini scientifiche e ottenne la libera docenza. Insegnò dapprima all’università di Ferrara, dove descrisse il virus della “peste aviaria”, poi a Cagliari, Siena  e Modena fino ad approdare a Bologna dove successe al suo stesso professore, Guido Tizzoni. Fu scienziato di fama mondiale, scrisse e pubblicò più di duecento opere su argomenti di biologia. I suoi studi riguardarono soprattutto lo studio dei virus filtrabili, dei tumori e la coltura dei tessuti in vitro. Inoltre si deve a lui la scoperta dei vaccini specifici ed aspecifici che egli stesso chiamò stomosine. Nel 1890 fondò la rivista Urbs Urbana che nei quattro anni di vita trovo notorietà in tutta la provincia. Morì il 19 agosto 1942 a Bologna. Uomo di cultura vastissima, patologo generale ed insigne immunologo e laboratorista, a lui, tra l’altro, è riconosciuta la scoperta, a pari merito con Pfeiffer, della pirotossina o endotossina nel 1893, oggi chiamata lipopolisaccaride (LPS), presente nella parete di tutti i batteri Gram negativi: un componente microbico fondamentale responsabile anche di gravi infezioni.

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