7 Agosto 2013
La CE: "Leso il diritto a periodi minimi di riposo giornaliero e a limitare il tempo di lavoro massimo settimanale"

Cona, 70mila ore di straordinari. I medici fanno causa al governo

di Redazione | 3 min

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admin-ajax (15)Gli straordinari imposti al personale sanitario dalle aziende ospedaliere italiane sono una lesione dei diritti previsti dalla Direttiva europea. Il giudizio arriva direttamente dalla Commissione Europea, che all’inizio di giugno aveva inoltrato una nota di infrazione al governo italiano che non aveva applicato la direttiva 2003/88/CE, che tutela il diritto dei medici e dirigenti del sistema sanitario nazionale a periodi minimi di riposo giornaliero e a limitare il tempo di lavoro massimo settimanale. Una mancata risposta che farà scattare l’azione sanzionatoria della Unione Europea nei confronti dell’Italia, con costi, anche economici, a carico dei cittadini.

Un fatto che spingerà Anaao Assomed, sindacato dei medici e dirigenti ospedalieri, a intraprendere un’azione legale verso il governo italiano. La segreteria nazionale segue così la strada già intrapresa della sezione ferrarese, che da tempo lamenta il problema degli eccessivi straordinari a cui sono sottoposti i medici del Sant’Anna e che in dicembre tornerà a fronteggiare l’azienda ospedaliera ferrarese davanti alla Corte d’Appello di Bologna.

“Ci fa molto piacere – commenta il segretario provinciale Pierluigi Api – che il nostro sindacato nazionale porti avanti una battaglia che consideriamo prioritaria. Il governo ha avuto tempo fino al 30 luglio per rispondere alla nota di infrazione della Commissione Europea, ma ha preferito restare in silenzio. E anche quando il 1° agosto la nostra segreteria nazionale ha interpellato il ministro Beatrice Lorenzin purtroppo non abbiamo avuto alcuna risposta. Lavorare in ospedale con turni e orari massacranti non solo lede i diritti sul lavoro, ma soprattutto va a scapito della qualità del servizio sanitario. Ogni anno nell’azienda Sant’Anna vengono effettuate 70mila ore di straordinari, tra un totale di oltre 300 dipendenti. Si tratta di centinaia di ore di straordinario non retribuito per ogni medico, senza le quali la struttura non starebbe in piedi. Se si fa il conto totale, è il lavoro di circa 40 nuovi medici che l’azienda dovrebbe assumere”.

In un comunicato nazionale il segretario nazionale di Anaao Assomed, Costantino Troise, spiega che “la letteratura scientifica internazionale collega direttamente la deprivazione del riposo e gli orari prolungati di lavoro dei medici ad un netto incremento degli eventi avversi e del rischio clinico per i pazienti. La salvaguardia della salute degli operatori sanitari assume, quindi,  un’importanza strategica che va ben oltre il mero ambito contrattuale o l’interesse particolare di una categoria professionale, coinvolgendo il tema della sicurezza delle cure e quindi la tutela della salute dei cittadini che si rivolgono alle strutture ospedaliere. Oramai le esigenze economiche prevalgono sull’obbligo di garantire la sicurezza delle cure. Il taglio del personale nelle aziende sanitarie, lento ma progressivo ed inesorabile, legato al blocco del turn over sancito dalle finanziarie e dai piani di rientro delle Regioni ha creato condizioni di lavoro drammatiche e non più sostenibili. L’Anaao Assomed è pronta a sostenere l’immenso contenzioso legale per il diritto dei medici a curare e dei cittadini ad essere curati in condizioni organizzative improntate a standard di sicurezza europei”.

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