Lettere al Direttore
26 Luglio 2013

Diario di una giornata al lido

di Redazione | 4 min

Per la prima volta nella mia vita mi trovo costretto a passare una settimana intera al lido degli estensi. Avendo distaccato la mia ragazza al mare per la stagione estiva, e lavorando io in un paesino della campagna ferrarese, penso: “beh in fondo potrebbe non essere male, io per andare a lavoro devo fare circa gli stessi chilometri che farei da Ferrara, quando torno vado in spiaggia, che bello, proviamo!”. Ahimè mai pensata fu più funesta! Ma lasciate che vi racconti la giornata tipo.

La partenza da casa avviene alle ore 7.30; esco dal lido degli estensi e prendo la romea in direzione nord. Il traffico si mostra subito pesante e la velocità di percorrenza non è mai più dei 60 km/h, ma spesso si attesta sui 50 o anche meno; questa strada è difatti una sorta di Suk dei motori: Auto, moto, camion, motorini, e persino trattori invadono ambedue i sensi di marcia! Lasciata la strada maestra, guidato dal navigatore e da chi ha più esperienza di me, mi imbocco per strade secondarie che mai prima d’ora avevo affrontato, potendo constatare che la viabilità della nostra provincia è pari a quella di un paese africano (tranne gli autovelox, quelli sono modernissimi ed efficientissimi): buche, fondi sconnessi, radici, strade strette con canali a fianco, nemmeno l’ombra di un guard rail. Morale della favola: un’ora di auto per 50 km scarsi. Dopo le mie 9 ore di sudato lavoro ripercorro il tragitto in senso contrario, senza lasciarmi demoralizzare, già pensando alla spiaggia dorata che mi aspetta al mio ritorno. Purtroppo rincaso alle ore 19 e, stanchi dalla giornata, decidiamo di optare per un aperitivo in spiaggia anzichè stenderci a prendere gli ultimi raggi di sole. Ci rechiamo ad un bagno casuale sul lungomare di estensi dove veniamo accolti da un simpatico propretario con il classico taglio comacchiese “a canocchia”: capelli rasati ai lati e codino. Il signore in questione ci mette tutta la sua buona volontà a preparare 1 bellini e un pastis (purtroppo fu un vano sforzo – il bellini è stato probabilmente il peggiore mai partorito da mano di barman); per queste due bevande ci tocca pagare ben 11 euro, di cui 7 solamente per il bellini! Sorseggiato il nostro carissimo aperitivo, con una colonna sonora di musica di genere improponibile –house – tribal – techno?? Sparata a livelli non proprio da aperitivo, pensiamo di rincasare per gustarci la nostra cenetta in quel poco di giardino che circonda la casa. Ci prepariamo con autan, zampironi e quant’altro possa aiutare a tenere lontane le temibili zanzare tigre di Comacchio, ma ogni sforzo è vano, e veniamo aggrediti da uno sciame inferocito di bestie succhiasangue, dovendo abbandonare i nostri propositi di cenare sotto le fresche frasche. Con il morale sotto i tacchi e sfiancati dal caldo e dall’umido per avere mangiato in casa, mi gioco l’ultima chance: IL GIRO SUL VIALE. Questo in effetti è il pezzo forte. Veniamo accolti da una sottospecie di arco di trionfo partorito probabilmente dalla mente di un architetto malvagio quanto Hannibal Lecter (come si può essere così cattivi per partorire una simile bruttura????) e iniziamo la nostra vasca. Rimango spiacevolmente sorpreso dalla quantità e qualità di negozi di bassissima lega, dove è impossibile trovare qualcosa, non dico di bello, ma quantomeno di buon gusto; tralascio bar e ristoranti, che espongono prezzi da costa smeralda, e per rinfrescarmi penso bene di entrare in un supermarket per acquistare una bottiglietta d’acqua. Le soprese non finiscono mai, e difatti penso di ritrovarmi nell’URSS degli anni 80: scaffali vuoti e senso di miseria aleggiante nell’aria, nonchè negli occhi del cassiere, prontissimo a lamentarsi per la carenza di turisti (fatti due domande, penso tra me e me). Depresso e senza più velleità alcuna decido quindi di andarmene a letto, sofferente per il caldo e per l’ennesimo attacco di zanzare killer, con un ulteriore dubbio che mi assilla la mente mentre cado tra le braccia di morfeo: la profilassi antimalarica che ho fatto per andare in Congo l’anno scorso sarà ancora valida?

Ma per fortuna un altro weekend sta per iniziare e i 7 lidi saranno nuovamente presi d’assalto da coppie di anziani, ex o finti calciatori abbronzatissimi (non dovrebbero essere in ritiro – mah), palestrati con slippini di due taglie più piccole che mettono in mostra i tatuaggi nuovi, bambini che si lanciano gavettoni, ragazzini ubriachi che fanno l’aperitivo fino alle 2 di notte, e ci sarò anche io, che rimpiango i tempi non lontani in cui tutto questo era solamente una palude.

Enrico Dosi

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