Politica
19 Luglio 2013
I sostenitori del candidato alla segreteria Pd parlano di riforma del partito e della polemica con Franceschini

La terza via dei civatiani: “Scegliamo la coerenza”

di Ruggero Veronese | 3 min

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fotoC’è grande attesa tra i sostenitori ferraresi di Pippo Civati per l’arrivo del candidato alla segreteria del Pd a Ferrara, venerdì 26 luglio, dove parteciperà alla festa “Rosso di sera”, organizzata dal Partito Democratico all’interno dell’ippodromo. Un gruppo, quello dei “civatiani”, ancora ristretto a una quindicina di attivisti, ma che si presenta alla stampa per il resoconto del “Politicamp” di Reggio Emilia, appuntamento ormai tradizionale per quell’area del Pd più critica rispetto alla linea dell’establishment tradizionale in parte già anticipato nelle settimane scorse da Estense.com (vai all’articolo).

E se già il 7 luglio, quando intervistammo per la prima volta la referente del gruppo Ilaria Baraldi, l’imperativo di Civati “Stop ai tatticismi” poteva sembrare la premessa a uno scontro interno tra la linea del monzese e quella di gran parte del partito, nel giorno in cui il senato boccia senza particolari remore (226 voti contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti) la mozione di sfiducia ad Alfano, le differenze saltano all’occhio in maniera ancora più evidente. Il riferimento è ovviamente allo scontro tra il candidato alla segreteria e Dario Franceschini (vai all’articolo) e alle presunte minacce di espulsione pronunciate dal ministro ferrarese durante la riunione dei senatori. Un tema su cui i “civatiani” ferraresi non temono di esporsi: “Ci sono aloni di mistero su ciò che è stato veramente detto ieri – afferma il portavoce del gruppo Giandomenico Pumilia -, ma di certo non sarebbe la prima volta che si sentono minacce di espulsione all’interno del Pd. Ma al di là delle parole del ministro, è ormai palese che al di là della volontà di tenere in piedi il governo c’è un malcontento crescente che sta attraversando il partito. D’altra parte è naturale che Franceschini, per il ruolo che ricopre, cerchi di mantenere unita la maggioranza, e c’è coerenza da entrambe le parti. Ma noi abbiamo ben chiaro quale coerenza scegliere”.

Un concetto, quello della coerenza, che ritorna anche parlando delle aperture di Civati a Sel e al mondo dei “grillini”: “Il dialogo – continua il portavoce del gruppo – è uno degli elementi che riesce meglio a Civati. Sel ha fatto parte della nostra alleanza e ha condiviso un programma elettorale: riuscire a riallacciare i rapporti con loro è anche un atto di coerenza, ed è utile il contributo anche di chi non da parte del Pd. Ma la nostra intenzione è anche quella di riportare all’interno del Partito Democratico anche chi si è allontanato o non ha voluto rinnovare la tessera”. E di questo gruppo fa parte anche Gigi Guerrini, consigliere provinciale che solo pochi mesi fa ha annullato l’iscrizione al Pd (vai all’articolo) ma presente oggi al fianco dei “civatiani”. O Mario Castelluzzo, altro consigliere provinciale da tempo critico verso alcune posizioni “ufficiali” del partito.

L’obiettivo del gruppo è ora quello di prendere piede a Ferrara, puntando sia sull’arrivo dello stesso Civati che sulle iniziative e gli incontri che verranno promossi tramite i social network: “La presenza di Civati – afferma Pumilia –  è stata fortemente voluta dal segretario provinciale Calvano, assieme a quella degli altri candidati alla segreteria. Il nostro gruppo intanto conta una dozzina di persone, ma abbiamo ricevuto molte richieste di contatto grazie a internet. Ormai il “termometro” è Facebook, e la nostra pagina conta già circa 160 iscrizioni, più qualche decina di contatti arrivati tramite e-mail. Vogliamo prendere spazio, ma senza correre ed evitando “sorpassi in curva” su temi ancora da sviluppare”. E mentre il partito si prepara a conoscere la  data e le modalità del congresso in cui verrà eletto il nuovo leader, uno dei progetti su cui lavorano i civatiani ferraresi è quello di una piattaforma digitale per far partecipare gli elettori alle scelte e all’agenda da dettare al partito. Un altro progetto su cui molti senatori potrebbero sollevare più di una critica.

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