Politica
8 Luglio 2013
La delegazione estense al Politicamp spiega come cambierebbe il partito. "Ma non chiamateci corrente"

Civati, l’altra faccia del Pd prende piede a Ferrara

di Ruggero Veronese | 4 min

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1005159_273268752810897_1992822683_nUn “campus” aperto a movimenti, comitati e società civile, con tavoli di lavoro in cui i gruppi locali discutono di strumenti di partecipazione democratica digitale e di come sorpassare la fase politica del governo delle larghe intese. Descritto così potrebbe quasi sembrare un raduno del Movimento 5 Stelle, ma stiamo parlando in realtà del “Politicamp” del Partito Democratico, l’appuntamento annuale organizzato da Pippo Civati e dalla sua “area culturale” (“non chiamateci corrente”, precisano i partecipanti) nel Chiostro della Ghiara a Reggio Emilia. Un evento in cui il parlamentare ha ufficializzato la sua candidatura alla segreteria del partito e in cui i partecipanti hanno avuto modo di conoscere una faccia del Pd ancora poco conosciuta ma che attraversa un periodo di forte ascesa.

Ne è convinta soprattutto Ilaria Baraldi, tesserata del Partito Democratico e portavoce della delegazione ferrarese giunta a Reggio Emilia, che spiega come “A Ferrara Civati è guardato con una certa simpatia, e devo dire che secondo me lo stanno sottovalutando. Perchè il fatto di non avere poteri forti alle spalle e la sponsorizzazione di qualche grande nome del partito, in questo momento, paradossalmente, è un vantaggio. E se si ascoltano i discorsi nelle cucine delle feste del Pd ben pochi sono contenti di questo governo delle larghe intese, anche se è sostenuto dalle correnti più influenti del partito”. Ed è proprio dalle posizioni spesso controcorrente di Civati che nasce il sostegno di un numero sempre maggiore di militanti al candidato alla segreteria, visto da più parti come un’alternativa meno “populista” al sindaco di Firenze Matteo Renzi nella guida del partito.

I sostenitori di Civati cercano però di sottrarsi al dualismo tra i due volti nuovi del Pd, spiegando come entrambi possano svolgere ruoli distinti e compatibili: “Per sua stessa ammissione – spiega la Baraldi -, a Renzi non interessa molto il partito: vuole fare il candidato premier perchè la sua priorità è cambiare il paese, non il Pd. Ma posso affermare tranquillamente che secondo me Renzi potrebbe essere un buon candidato premier, ma non un buon segretario. Al contrario Civati sarebbe adatto a quel ruolo, perchè ha molto chiari gli strumenti e le strutture di democrazia interna al partito”.

E proprio per lavorare su questi strumenti nei tre giorni del Politicamp sono stati creati tre tavoli di lavoro per progettare nuovi strumenti di consultazione interna: la creazione di un’agenda digitale per le priorità del partito, un sistema per portare queste istanze in parlamento e una piattaforma digitale per far partecipare gli elettori alla stesura del programma. “La bozza di questi lavori – continua l’attivista ferrarese – verrà condivisa tra i partecipanti al tavolo per poi essere diffusa su tutta la rete. Ci piacerebbe concludere questo lavoro in tempi rapidi, entro l’estate, e magari inaugurare l’avvio della seconda fase proprio a Ferrara”.

Ma quali sono le linee politiche essenziali del nuovo candidato alla segreteria? Secondo la portavoce della delegazione ferrarese la parola d’ordine è “no ai tatticismi”: “Quello di Civati è anche un discorso di coerenza con quello dichiarato in campagna elettorale e per cui è stato eletto, anche a costo di entrare in difficoltà col resto del partito, e non per niente è stato uno degli unici all’interno del Pd a non aver votato la fiducia al governo Letta e ad aver cercato il dialogo col Movimento 5 Stelle. La sua idea è quella di aprire il dialogo con i movimenti, i sindacati e la società civile, e ricostruire un partito a vocazione maggioritaria e inclusiva. Non dobbiamo cioè ‘inghiottire’ queste realtà nel partito, ma collaborare con loro e quando è il caso farci portatori delle loro istanze”. Un’apertura verso il mondo associativo che ha fatto spesso dipingere Civati come eccessivamente “schiacciato a sinistra”, anche se la Baraldi non si trova d’accordo col giudizio: “In realtà, se dal punto di vista dei temi etici e dei diritti Pippo è molto progressista, sui temi economici ha una visione liberale e non sostiene certo l’aumento della spesa pubblica o l’uscita dall’euro”.

Al Politicamp di Reggio hanno partecipato figure importanti dal Pd e dal mondo delle associazioni come l’ex ministro Fabrizio Barca, l’imprenditore Renato Soru, gli economisti Rita Castellani e Filippo Taddei e vari sostenitori del filone “Occupy Pd”. Civati ha parlato venerdì sera, in apertura, e domenica mattina, quando ha confermato ufficialmente la sua intenzione di candidarsi a segretario del partito. “Un’altra prova – conclude la Baraldi – che questi incontri non sono incentrati su una figura di leader, come capita altrove, e che anzi lo spazio maggiore sia quello riservato agli interventi degli ospiti. Infatti noi non siamo i “Civati Boys”, come ci ha “simpaticamente” definiti un’altra testata locale. Siamo persone che provengono della sua stessa area culturale e che apprezzano il suo progetto del Pd. Perchè se questo partito è rimasto l’ultima speranza per l’Italia, la strada per cambiare il paese deve cominciare proprio al nostro interno”.

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