Lasceranno strascichi anche a Ferrara le vicende interne al Movimento 5 Stelle che hanno portato nell’ultima settimana all’espulsione – approvata sia dal voto dei parlamentari che da quello dei sostenitori in rete – della senatrice Adele Gambaro e all’addio volontario della senatrice Paola De Pin? Secondo i rappresentanti locali la questione va lasciata alla coscienza dei singoli e rappresenta piuttosto un’occasione per rivedere le strategie comunicative del movimento. Che allo stato attuale “fanno passare all’opinione pubblica più le schermaglie interne tra i vari eletti che la loro reale attività parlamentare”.
Ne è convinta l’attivista ferrarese Maria Teresa Pistocchi, che vede i problemi della sua forza politica soprattutto nel rapporto con i media. “Sappiamo qual è la linea nazionale e sappiamo qual è stato il risultato del voto – spiega la Pistocchi -. Inutile far mistero che per il movimento è un momento molto difficile, ma non credo che questo porterà a situazioni di disagio nei vari meet up, e anzi deve essere un’occasione per imparare qualcosa sulle nostre strategie comunicative”. Secondo la ‘grillina’ estense “dobbiamo riuscire a far passar molto di più la sostanza, cioè quello che stanno facendo i ragazzi in parlamento, che stanno lavorando notte e giorno per sfornare proposte di legge ed emendamenti, alcuni dei quali purtroppo già bocciati dagli altri partiti. Chiaramente è doloroso vedere come viene vanificato questo sforzo con i litigi interni, ma dal punto di vista politico secondo me non è stato commesso alcun errore. Dal punto di vista comunicativo e delle questioni interne invece dobbiamo cogliere l’occasione per imparare una lezione da questa esperienza”.
E se la Pistocchi afferma di aver espresso il proprio voto in rete, anche se preferisce mantenere il riserbo sulla scelta, c’è anche chi su una questione così dibattuta ha preferito non sbilanciarsi. Come Andrea Castagnoli, consigliere comunale a Codigoro, che lascia tuttavia intendere di non condividere la linea dura di Grillo. “Non ho sentito di riunioni a Codigoro o nei paesi vicini su questo tema. Io comunque non ho votato: trovo interessante lo strumento della consultazione on line, ma non mi sembrava importante esprimere un’opinione su questo fatto, sia perchè non ero presente, sia perchè non sono abbastanza informato sul lavoro della senatrice. Ma sinceramente alcune dichiarazioni che ho sentito non mi sembravano le migliori in questo momento: le critiche della Gambaro sono state legittime e non mi pare che contenessero un attacco diretto al movimento quando ha detto che certe cose non funzionano abbastanza bene. Avrei votato per l’espulsione in un caso come quello di Mastrangeli, che invece di stare in riunione è andato a farsi intervistare da Barbara D’Urso, ma non in questo caso”.
Il meet up meno interessato al tema sembra essere invece quello comacchiese, da sempre facile allo scontro anche con lo stesso mondo a 5 Stelle (si ricorderà la mancata fiducia ai consiglieri regionali nell’assemblea semestrale dello scorso novembre) e alle prese con il problema molto più stringente dell’amministrazione comunale. “Il gruppo di Comacchio – afferma Sergio Provasi, assessore al turismo nella giunta di Marco Fabbri – in questo momento è molto preoccupato per il nostro territorio, per il quale c’è un peso della crisi maggiore che altrove. E siccome ci siamo impegnati per il nostro territorio non dico che non ci importi di queste questioni, ma stiamo cercando di ragionare per questo Comune. Siamo stati eletti più di un anno fa e l’idea era quella di amministrare solo il territorio. Abbiamo vinto, e credo che qualcuno ci scuserà se ci occupiamo al 100 per cento o quasi dei nostri problemi”.
Per Provasi il caso Gambaro ha sollevato ben pochi dibattiti a Comacchio e dintorni, anzi afferma che “nell’ultimo mese nessuno mi ha mai chiesto cosa ne pensassi. Per quanto mi riguarda credo che sia stato detto e scritto di tutto e in ogni caso quello che verrà scritto scorrerà senza grande interesse. Anche perchè vorrei sapere chi farà un articolo sull’esponente del Pd di Ragusa espulsa perchè non voleva votare il candidato Pd amico di Totò Cuffaro (Valentina Spata, a cui è “formalmente” decaduta d’ufficio l’iscrizione al Pd, ndr). È questo che succede dentro i partiti, quindi cosa vogliamo commentare? Queste sono cose che sono sempre accadute, quello che so è che su queste cose i nostri attivisti possono votare liberamente”. Provasi non rinuncia a lanciare una frecciata agli altri meet up, dal momento che “Non solo a Comacchio, ma in tutti i sistemi locali si dovrebbe parlare d’altro. Credo che anche a Ferrara abbiano qualche problema e dovrebbero concentrarsi su quelli, ma loro non fanno gli amministratori. Un po’ li invidio perchè hanno il tempo di occuparsi anche di altro, noi invece abbiamo la responsabilità del Comune”.
Posizioni diverse tra loro ma che sembrano trovare un punto in comune: se davvero Beppe Grillo è un problema per il Movimento, lo è quando si avvicina al vertice della piramide, nella politica nazionale. La città che conta il primo dissidente nella storia del Movimento per adesso si tiene a debita distanza dalla spinosa questione della leadership. E per conoscere le reali posizioni dei “grillini” ferraresi sul fondatore del movimento, forse non basterebbe neanche un cambio nella strategia comunicativa.
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