Era stata assunta per assistere un’anziana di 64 anni ma, secondo i familiari della padrona di casa, non avrebbe fatto il suo lavoro. Anzi, si sarebbe comportata in maniera tanto autoritaria da far ipotizzare alla procura di Ferrara l’ipotesi di reato di maltrattamenti. È finita così a processo Natalina Zhvanetska, ucraina di 35 anni, assistente familiare regolarmente assunta per stare accanto alla signora Ornella Mazzanti, 64 anni, ora deceduta.
La 35enne – difesa dall’avvocato Renzo Oppio – ha lavorato come badante dal maggio 2010 al 30 gennaio 2011. Poi, dopo che la 64enne si era confidata con il fratello raccontando come veniva trattata, la denuncia. Al processo si è costituito parte civile il fratello, assistito dall’avvocato Eva Neri. Secondo le testimonianze sentite ieri dal giudice Silvia Giorgi, la badante avrebbe impedito alla signora di fare quel che voleva in casa propria. La donna era afflitta da un handicap fisico che le impediva un’agile deambulazione. La famiglia aveva assunto la badante proprio per aiutarla nelle piccole cose domestiche. Ma l’imputata le impediva di farsi un caffè, la rimproverava se rovesciava una tazzina, non l’accontentava quando chiedeva di lavare i piatti per rendersi utile.
Piccole occupazioni ritenuti invece dalla parte offesa, a mo’ di terapia occupazionale. Per la difesa invece l’anziana soffriva di un handicap fisico che le impediva anche le più semplici operazioni. E per questo la badante si sostituiva a lei.
Il processo continuerà il 12 luglio con la discussione delle parti.
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