Per capire l’emozione e la soddisfazione di Alin Cioaca e Alessio Righetti basta guardare le facce orgogliose dei famigliari alle loro spalle, mentre prefetto, questore e vicesindaco di Ferrara raccontano ai presenti due atti di onestà e altruismo diversi nelle dinamiche ma identici nello spirito che li ha animati. Perchè la storia del ventottenne rumeno Alin, che lavora come pizzaiolo dopo essere emigrato fa in Italia dieci anni fa, è diametralmente opposta a quella di Alessio, assistente capo della polizia di Stato addetto agli interventi a bordo delle volanti. Ma non ci sono state distinzioni quando il consiglio comunale di Ferrara, il 13 maggio, ha deciso di premiare il senso civico dimostrato dai due con uno speciale riconoscimento da parte di Ferrara.
Delle storie di Righetti (vai all’articolo) e Cioaca (vai all’articolo) è già stato detto e scritto molto nelle scorse settimane. Mentre l’agente si è reso protagonista dell’eroico salvataggio di una donna intenzionata a suicidarsi lanciandosi da un cavalcavia, mettendo seriamente a repentaglio la propria vita, il gesto del piazzaiolo è stato meno spettacolare ma altrettanto difficile. Dopo aver ricevuto una borsa contenente 32 mila euro in contanti da un anziano cliente della pizzeria, Alin ha deciso di non approfittare di quello che era – con ogni probabilità – una momento di offuscamento del cliente, consegnando tutti i soldi alla stazione dei carabinieri. Quello che mancava era sentire il racconto direttamente dai protagonisti, ancora emozionati per i riconoscimenti e i complimenti appena ricevuti delle autorità e degli ospiti.
Per Alin, sposato e padre di sei figli nonostante la giovane età, la prima preoccupazione è stata per la famiglia: “Non sapevo da dove venissero quei soldi – spiega il pizzaiolo -, ho pensato che potessero essere rubati e non volevo mettere in pericolo la mia famiglia. La tentazione di tenerli c’è stata, ma ho deciso di nasconderli e non dire nulla a mia moglie. Il giorno dopo ho telefonato a un amico carabiniere e ho raccontato quello che era successo”. E per la compagna infatti, ancora all’insaputa di tutto, quel giorno la sorpresa è stata vedere i carabinieri bussare alla porta di casa. “Si è spaventata quando ha visto arrivare gli agenti – racconta Alin ridendo – e mi ha chiesto se avessi combinato qualcosa di male”. Adesso Cioaca è una piccola celebrità nella pizzeria dove lavora anche se molti clienti, dopo avergli fatto i complimenti, lo prendono in giro scherzosamente: “Adesso chi viene nel ristorante mi guarda e dice che sono matto a non essermi tenuto i soldi, con cui mi sarei potuto comprare la macchina. In effetti ripensandoci li capisco, vista tutta la fatica per risparmiare 100 euro”.
Per la famiglia di Righetti vedere Alessio salire alla ribalta della stampa dev’essere stata una sorpresa più contenuta. L’agente infatti già nel 2004 mise in salvo delle persone da un terribile incendio a Barco finendo anche in quell’occasione in ospedale, ferito ma pieno di orgoglio. “Mia moglie ormai ci è quasi abituata – scherza il poliziotto dopo la consegna della targa -, ormai ha capito che il nostro lavoro è questo”. Righetti racconta le fasi del drammatico salvataggio, e colpisce il fatto che il merito più grande lo voglia attribuire alla buona sorte. “La mia fortuna – racconta Alessio – è che la signora stava guardando in giù mentre mi sono avvicinato, e non si è accorta di me. In questo modo quando si è lasciata cadere ero già abbastanza vicino per afferrarla, e non l’ho più lasciata andare”. L’agente spiega come, durante tutto il tempo in cui ha atteso i soccorsi aggrappato con una sola mano alle recinzioni la donna lo colpisse con gomitate, testate e cercasse di morderlo. “Ma l’episodio più bello è stato quando in seguito, grazie al questore D’Anna, ho potuto incontrarla e parlare dell’accaduto. Mi ha ringraziato e ha detto che era pentita di quello che stava per fare, ma soprattutto del fatto che volesse cercare di buttare giù anche me oltre che lei. Stava passando un momento di grande sconforto, ma ha un figlio e ora ha capito l’errore che stava per commettere”. Il gesto di Righetti, oltre al riconoscimento della città di Ferrara, verrà riconosciuto anche dal corpo di polizia e dal ministero dell’interno, che hanno avviato le procedure per una probabile promozione e per una medaglia al merito.
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