Egr. Direttore,
abito in una casa popolare a gestione ACER. Da diversi mesi un mio anziano vicino di pianerottolo è vittima di continui ‘dispetti’, se così vogliamo definirli, presumibilmente da parte di un nucleo familiare, italiano, residente sullo stesso pianerottolo, che dichiara di aver ricevuto da lui delle offese. I ‘dispetti’ sono quasi sempre roba da poco, come la ripetuta sparizione del cartellino con il nome sulla buchetta della posta o il vecchio trucchetto da bambini dello stuzzicadenti che blocca il pulsante del campanello, ma in un caso si è arrivati alle lesioni personali (così almeno afferma il mio anziano vicino, perché io non ero presente al momento del fatto) con conseguente breve degenza in ospedale della vittima. Mi risulta che sia stata sporta una denuncia, che però finora non ha sortito effetto alcuno.
Venerdì scorso sono stato coinvolto anch’io in modo diretto, perché uscendo di casa ho trovato lo sportello della cassetta delle lettere del mio vicino completamente divelto e fatto sparire, mentre quello della mia cassetta era stato forzato, rompendo la serratura e uno dei cardini, presumibilmente con l’intenzione di ‘punirmi’ per aver mantenuto buoni rapporti con la vittima dei ‘dispetti’, che invece vorrebbero isolare e costringere a traslocare. Da notare infatti che nessuna delle altre nove cassette era stata manomessa in alcun modo. Il giorno successivo quel che restava della cassetta delle lettere del mio vicino è stata ulteriormente danneggiata in modo da renderne impossibile la riparazione.
Segnalando l’accaduto a due carabinieri, chiamati da quel personaggio che non manca mai in ogni condominio che si rispetti, ossia la vicina impicciona, irritata dalle nostre vivaci rimostranze nei confronti dei presunti autori del piccolo misfatto, di cui è buona amica, ci siamo sentiti rispondere dai due tutori dell’ordine che il danneggiamento delle cassette della posta era di competenza dell’ACER e/o dell’amministratore e non loro. E l’art. 635 del Codice penale, quello che afferma che “chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309”, che fine ha fatto? Non mi risulta sia stato abrogato…
Capisco che i mezzi e gli uomini sono pochi, che ci sono esigenze molto più pressanti, ma credo che sottovalutare fatti come quello che ho descritto sia poco saggio. E’ vero, sono (ancora) cose da poco, un piccolo danno (e una grossa arrabbiatura…), ma se la situazione si prolunga troppo senza alcun intervento ‘moderatore’, si rischia di scatenare una serie infinita di ritorsioni e controritorsioni che possono poi sfociare in fatti anche di notevole gravità.
Che fare, allora? ACER, ad esempio, potrebbe monitorare con più attenzione ciò che avviene all’interno dei condomini che gestisce e intervenire con maggior decisione nei confronti dei nuclei familiari ‘problematici’, anche provvedendo al loro allontanamento nei casi più gravi. Da parte loro, i tutori dell’ordine dovrebbero prendere più seriamente casi come quello descritto. A volte anche solo una robusta ramanzina, senza neppure arrivare a una vera e propria azione penale, può risolvere in modo definitivo la situazione, e comunque per le vittime di soprusi il non sentirsi soli e abbandonati da tutti può evitare il sorgere di condizioni di frustrazione ed esasperazione che possono poi sfociare in reazioni sproporzionate rispetto alla reale gravità dei fatti subiti.
Lettera firmata