Molto interessante l’iniziativa del 14 maggio 2013 alla sala estense di Ferrara organizzata dal comune relativa alla geotermia.
Peccato che quello che io definisco “IL PARTITO DEL NO A PRESCINDERE”, non abbia partecipato, era il momento per chiarirsi le idee e contrapporre le proprie perplessità sul progetto “geotermia” presentato.
Non avendo partecipato, ecco che il NO a prescindere diventa una realtà.
Mi dispiace per l’amico Gasparini col quale ci troviamo in accordo nel campo delle bonifiche amianto, ma il tipo di contestazione messa in atto è obsoleta in quanto nel suo gruppo erano presenti fior fiore di laureati i quali potevano esprimere il loro parere dialogando con i tecnici interpellati, invece sono rimasti anonimi e disinformati.
Credo che i problemi sollevati dal gruppo Gasparini, fossero da tenere in seria considerazione ed ai quali si doveva dare una risposta tecnica cosicchè tutti i cittadini dubbiosi venivano democraticamente informati lasciando perdere tutte quelle mezze notizie un po’ veritiere e po’ no.
Ritengo comunque che dopo aver chiarito quei dubbi sollevati colloquiando prima di entrare nella sala Estense, il mio pensiero di volere la geotermia si sia rafforzato ed invito tutti a partecipare a queste iniziative apportando il loro parere proprio come valore aggiunto alla discussione che può essere favorevole o contrario ma sicuramente da considerare.
Il primo dubbio che mi ha fatto riconsiderare il progetto, è il pericolo sismico creato dalla perforazione del suolo.
Si passa da un foro di diametro di 33 cm in superficie fino a 1000 metri di profondità ad un foro di 22 cm da 1000 metri alla fine della perforazione.
Credo che servano dei tecnici di levatura ultra universitaria con master al cubo per stabilire che un foro sulla crosta terrestre del diametro di una spanna poco più, poco meno possa innescare terremoti.
Se richiediamo una valutazione di impatto ambientale (VIA), la partita è persa in partenza.
Credo invece che il problema reale sia economico ma nessuno ne vuol parlare.
Hera costruirà l’impianto sicuramente con finanziamenti UE e le uniche spese da sostenere, saranno di utenza elettrica e le manutenzioni alle tubazioni ed apparecchiature, perchè l’acqua calda viene regalata dalla natura.
L’acqua geotermica è un bene comune, la spesa è quella di emungerla, e distribuire il calore scambiato con acqua di superficie alle civili abitazioni.
L’impianto non sarà dotato di alta tecnologia perchè tutto considerato sono più le chiacchiere dei fatti.
Propongo che il comitato cittadino che segue questo progetto si doti di uno studio tecnico, e di un buon commercialista che non abbiano conflitto di interessi per quantificare i reali costi e determinare un prezzo congruo per la erogazione di questo servizio, dopodichè riunirsi attorno ad un tavolo e trattare.
Non per fare polemica, bisogna farsi seguire da un tecnico impiantista di parte in modo da chiarirsi le idee (es. le caldaie idonee per la produzione di energia elettrica sono realizzate con caratteristiche diverse da quelle che verranno montate per la geotermia).
Alberto Alberti, Associazione esposti amianto e altri cancerogeni