di Daniele Oppo
Le istituzioni, Comune, Prefettura, forze dell’ordine, confermano il loro appoggio agli abitanti dei quartieri situati in zona stadio durante un incontro pubblico in cui non è mancata una certa tensione tenutosi la sera di venerdì 19 presso la sede dell’Associazione italiana arbitri proprio all’interno del Paolo Mazza. Presenti l’assessore comunale Chiara Sapigni, il vice prefetto Pinuccia Niglio, l’ispettore capo della Polizia municipale Daniela Catozzi, il capitano della Guardia di finanza Domenico Messina, il tenente dei Carabinieri Andrea Miggiano, il comandante capo di Polizia Giulia Martucci e il presidente della Circoscrizione 1 Girolamo Calò.
“L’attenzione su questa parte della città è stata costante -sostiene la vice prefetto Pinuccia Niglio- con un controllo ordinario e in più, da gennaio fino ad oggi, sono stati fatti servizi straordinari ogni settimana”. Ma non solo, Niglio ricorda che “da ottobre sono stati chiusi tre esercizi pubblici” e annuncia che, in riferimento alla chiusura di uno di essi, lo Unic Pub (vai all’articolo), il Prefetto “oggi ha firmato la richiesta al sindaco di ritirare la dichiarazione di Scia (segnalazione di inizio attività, ndr)”.
Ma i cittadini della zona stadio non sembrano apprezzare del tutto e infatti e lamentano costantemente ad ogni intervento percezioni e sensazioni chiare di insicurezza, lamentano scarsa presenza sul territorio da parte delle forze dell’ordine o della Polizia municipale, raccontano di come si sentano abbandonati, senza risposte chiare quando chiamano le forze dell’ordine e senza sapere bene come comportarsi davanti agli scambi di droga o alle molestie.
Tutti concordi sull’effetto benefico di attività come l’ultima pedalata contro lo spaccio (vai all’articolo) che, afferma Massimo Morini portavoce dell’informale comitato rappresentante i cittadini della zona stadio, “è stata un momento difficile per gli spacciatori e il numero dei contatti fra acquirenti e queste persone è oggettivamente diminuito”. Affiorano però preoccupazioni per la responsabilità in caso di problemi durante simili iniziative, in particolare riguardo la comunicazione da dare al questore come previsto dall’art. 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e, soprattutto, riguardo la responsabilità degli organizzatori in caso di incidenti. Dalle risposte a questi dubbi si è creata una tensione in sala scatenata anche dalle parole scelte dal vice prefetto che in qualche occasione ha utilizzato toni ed espressioni che hanno generato una certa rimostranza da parte degli astanti, come quando ha sostenuto che le iniziative degli abitanti della zona stadio, come la “biciclettata” organizzata contro lo spaccio di droga il 13 aprile scorso “sono state guardate con la massima tolleranza” o quando ha dichiarato che “ove dovesse continuare questo tipo di attività, con questo tipo di organizzazione, noi ci defiliamo”, causando un vociare di protesta dalla platea che non ha gradito una simile esternazione. Situazione rimessa nei giusti binari dal capitano Domenico Messina della Guardia di Finanza, che ha spiegato come la comunicazione alla questura oltre che lungi dall’essere una censura nel merito sia utile anche per una buona riuscita delle manifestazioni. La vice prefetto, ha anche messo in guardia i cittadini: “Siccome si vanno ad intercettare organizzazioni criminali è possibile che ci siano ritorsioni, non durante la manifestazione, dove siete forti, ma quando siete soli. Vi muovete su un crinale pericoloso”.
“Noi appoggiamo le vostre iniziative di riappropriazione del territorio – sostiene l’assessore Sapigni ribadendo in più interventi la posizione dell’amministrazione anche a fronte di chi, dal pubblico, contestava scarsità di azione – perché quel che fate è positivo e noi siamo pronti a sostenervi con quel che possiamo, anche in altri tipi di attività”.
Sono infine affiorate due questioni di ordine pratico nella lotta alle attività illecite che disturbano il quieto vivere in zona stadio come quella dell’illuminazione pubblica – con il suggerimento di allargare un po’ il raggio d’azione dei luci dei condomini – e, soprattutto, quella delle telecamere sistemate in determinati punti della città: “Ci sono delle telecamere che hanno bisogno di manutenzione, ma oggi quel tipo di telecamere non sono più reperibili e devono essere sostituite con altre tecnologicamente più avanzate. Il problema – spiega Sapigni – è che questa tecnologia non è più compatibile con i sistemi di supporto e con la linea dati che vi sta sotto”. Per questo, su suggerimento della Questura, il Comune starebbe pensando a nuove strategie: “Stiamo pensando di trovare risorse aggiuntive per dotare le forze d’ordine di videocamere mobili”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com