“Comacchio si progetta. Un percorso partecipato di rigenerazione urbana” è il titolo della mostra fotografica che verrà inaugurata sabato 20 aprile alle 16, all’interno della seicentesca pescheria Vecchia di Piazzetta Trepponti.
La mostra, che si compone di una parte riservata al processo di progettazione partecipata avviato lo scorso autunno presso il Villaggio Raibosola e di un progetto fotografico sul quartiere, sviluppato da Andrea Sarti, miglior fotografo della biennale di architettura di Venezia nel 2011, è in stretta sinergia con la mostra dell’università di Ferrara, Citer, sulla ricerca internazionale di Farinella “L’acqua come patrimonio”, che contestualmente avrà luogo presso la Manifattura dei Marinati.
L’evento, promosso dall’università Iuav di Venezia e da Living Urban Scare-Abitare lo Spazio Urbano, in collaborazione con l’università di Trieste e con quella di Roma Tre, si avvale del patrocinio del Comune di Comacchio, del Parco del Delta del Po e dell’ordine degli Architetti di Ferrara.
La mostra resterà esposta sino al 5 maggio prossimo, ma poi diverrà itinerante, spostandosi dapprima a Roma, per partecipare alla biennale dello Spazio Pubblico (Casa dell’Architettura, dal 16 al 19 maggio), per poi approdare a Venezia negli spazi espositivi dell’università e infine a Trieste. Anche la Regione Emilia Romagna ha espresso il proprio interesse ad ospitare la mostra in alcuni spazi espositivi a Bologna. L’obiettivo perseguito da “Comacchio si progetta” è quello di mettere in luce l’approccio strategico all’ecosistema urbano, offrendo momenti di riflessione e di incontro, volti ad individuare politiche sostenibili, lungimiranti, utili a rispondere ai bisogni dei cittadini.
Nella mostra, come si è detto, si intrecciano due racconti, quello che raccoglie l’esperienza e gli esiti della progettazione partecipata per la rigenerazione del villaggio Raibosola e quello del fotografo Andrea Sarti. Quest’ultimo ci mostra il quartiere attraverso un saggio per immagini, che ritrae spazi edificati, spazi collettivi e quelli inutilizzati, con un approccio antropologico, che ne spiega i significati loro conferiti dagli abitanti.
L’ingresso è libero. Apertura dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. E’ prevista l’apertura serale sabato 27 aprile, dalle 20 alle 22:30.
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