Inizialmente condannato a nove anni di carcere, i giudici della Corte d'Appello del tribunale di Bologna hanno ridotto la pena a sette anni di carcere, confermando comunque l'accusa di violenza sessuale pluriaggravata ai danni del figlio minorenne da parte di un padre
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado e ha assolto perché il fatto non sussiste il 75enne Roberto Ferrari e il 66enne Gabriele Guardigli, rispettivamente ex primario e attuale primario della Cardiologia dell'ospedale Sant'Anna di Cona
Momenti di forte tensione all'ospedale Sant'Anna di Cona dove, durante la giornata di lunedì 19 gennaio, alcuni sanitari sono stati aggrediti violentemente da un paziente preso in carico dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara
Dovrà fare oltre cinquecento ore di lavori di pubblica utilità - 576 in tutto - il 48enne professore ferrarese finito a processo con l'accusa di aver aver approfittato del proprio ruolo di docente per adescare una giovanissima studentessa che frequentava una scuola secondaria di primo grado della provincia di Ferrara, dove l'uomo insegnava
Confermata dalla Corte d'Appello di Bologna la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Ferrara nei confronti del medico copparese Giuseppe Buraschi per diffamazione aggravata nei confronti di Ilaria Cucchi e dei suoi genitori
Non ci sono parole. Non ci sono parole perché, nel corso di quella che era presentata come una manifestazione pacifica di un sindacato di polizia, un sindaco si è sentito dire di andarsene dalla sua piazza e una madre è stata costretta a mostrare la foto del figlio morto per colpa di coloro in solidarietà ai quali era stata indetta una manifestazione.
Non ci sono parole per descrivere l’ira di Tiziano Tagliani quando, sceso tranquillamente in strada per chiedere di spostare solo di qualche decina di metri la manifestazione, legale e autorizzata in occasione del congresso regionale che il sindacato ha voluto tenere nella città emiliana (in segno di protesta contro la carcerazione dei colleghi condannati in via definitiva per omicidio colposo), si è sentito rispondere dal segretario generale del Coisp Franco Maccari “non ho mai visto in tutta Italia un sindaco comportarsi come lei”.
Le bandiere e i manifesti di solidarietà ai poliziotti condannati avevano sostato in piazza Savonarola, proprio davanti dagli uffici dove lavora Patrizia Moretti in Comune. La ‘discesa’ del sindaco era motivata proprio dal timore che si creassero inutili attriti e strumentalizzazioni.
Ma dopo lo scontro con Maccari è intervenuto l’europarlamentare Potito Salatto: “lei se ne può andare”. Il clima si accende e Tagliani: “mi mandano via nella mia città, quando ho solo chiesto di spostarsi di qualche metro. Sono anni che cerco di riappacificare il clima tra le gente e le forze dell’ordine. Dirò al prefetto e al questore di quanto successo. Per quanto mi riguarda manifestazione di questo genere in piazza Municipale e in piazza Savonarola non si faranno più. Era mio dovere intervenire per evitare che la situazione degenerasse, visto che Patrizia Moretti stava per scendere in strada”. “Prima era un sospetto – commenta Tagliani -, ma adesso ne ho la certezza che si trattava di una strumentalizzazione”.
E, alla fine, una volta che il sindaco è risalito in municipio, la madre di Federico è scesa. Davanti alla statua del Savonarola ha srotolata la foto ormai tristemente che ritrae il figlio morto, all’obitorio. Con quell’immagine è rimasta qualche istante davanti alle bandiere del Coisp. “Speravo di non dover mai – commenta Patrizia Moretti – essere costretta a mostrare ancora in pubblico quella foto”. Davanti all’esposizione dell’immagine del diciottenne privo di vita i manifestanti hanno voltato le spalle. Poi, dopo qualche minuto, se ne sono andati verso il Circolo dei Negozianti, dove si terrà il dibattito “Poliziotti in carcere, criminali fuori, la legge è uguale per tutti?”.
Da 20 anniEstense.comoffre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit IBAN:IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER) Causale:Donazione perEstense.com