Lettere al Direttore
13 Marzo 2013

Fusione tra Comuni, un matrimonio e un divorzio

di Redazione | 3 min

Egregio Direttore,

Le scrivo per segnalarLe  che  la sera del 4 Marzo 2013 il Consiglio Comunale di Migliarino ha approvato a larga maggioranza il Piano di fattibilità sulla fusione dei Comuni di Massa Fiscaglia, Migliarino e Migliaro. A fine votazione è scattato un applauso spontaneo con successive strette di mano, auguri e congratulazioni per aver contribuito ad un evento storico.

A parte l’astensione di un altro Consigliere, sono stato l’unico a votare contro non perchè non voglio questo matrimonio con Massa Fiscaglia e Migliaro ma semplicemente perchè questo è un matrimonio  incompleto per la incredibile assenza di Ostellato che invece va a fare l’Unione con Argenta e Porto Maggiore (unione fra Comuni è cosa ben diversa dalla fusione e non sempre ha dato risultati soddisfacenti e sempre a costi elevati).

Per capire che questo non è un fatto casuale bisogna andare a leggere sia il Piano strutturale comunale fatto dalla Regione nel 2001 che la Relazione sul piano di fattibilità della fusione. Questi corposi documenti  sono dei punti fermi dai quali non si può derogare. Ho l’impressione che questi documenti siano stati poco letti così che nessuno si è accorto che mentre da una parte si approvava un matrimonio dall’altra si certificava un divorzio pesantissimo per il futuro diMigliarino e c’era  ben poco da festeggiare.

Migliarino è uscito (o forse cacciato?) dal PSC associato con Argenta, Porto Maggiore e Ostellato per entrare in un nuovo PSC con Massa Fiscaglia e Migliaro ancora da scivere.

Questo fatto sancisce che Ostellato porterà via con sè quella infrastruttura organizzata e complessa che è la zona Sipro che non va vista solo come somma di imprese, ma anche come fulcro di crescita e di speranza per il futuro per tutta la nostra zona. Così come la Regione nel PSC ha imposto al nostro Comune dei veri e propri diktat, causa prima del declino economico e sociale di Migliarino, ora, anche in forza dell’art. 133 della Costituzione, poteva imporre soluzioni diverse.

La cosa normale, logica e giusta da fare era la fusione tra Massa Fiscaglia, Migliarino, Migliaro e Ostellato se non altro per vicinanza fisica e per l’intreccio storico tra i cittadini dei quattro Comuni. Invece no.

Non so chi, forse un ex-Sindaco di Ostellato potente nel partito, piuttosto che unire le popolazioni dei nostri Comuni ha voluto dividerle in figli e figliastri gratificando Ostellato e spingendo invece Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino, sempre più nelle secche sociali, economiche e civili della Bassa.

La gente deve sapere che per “aiutare” il costituendo Comune, la Superstrada sarà trasformata in autostrada a pagamento, la E 55 sarà allungata e finirà nella zona Sipro di Ostellato e che la bretella stradale Molinella –Codigoro, cioè il collegamento diretto Bologna – Venezia vitale per la bassa tutta, non si farà più.

Ancora una volta siamo invitati a sviluppare l’agricoltura e a sfruttare le potenzialità delle nostre vie d’acqua. Non sfuggirà a tanti che importanti esponenti dell’Amministrazione di Migliarino che ancora oggi siedono in Consiglio Comunale, per anni hanno sbandierato il cosidetto Polo Nautico come fiore all’occhiello dell’Amministrazione. Non si erano accorti di essere su Scherzi a parte.

Facciamo il referendum e approviamo la fusione tra Massa Fiscaglia, Migliarino e Migliaro e speriamo che le elezioni del prossimo Sindaco possano portare un vento nuovo, impetuoso che spazzi via una volta per tutte le paranoie del Partito unico, prepotenti, furbi, accondiscendenti per interesse ed improvvisati.

Enzo Ferro, consigliere comunale di Migliarino

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