Economia e Lavoro
10 Marzo 2013
Sindacati e Tagliani concordi: "Non è un caso che Basell licenzi mentre manca un governo"

Basell, 75 giorni per trovare un accordo

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (9)“Non è un caso che la Basell abbia aperto la procedura di mobilità proprio mentre in Italia manca un governo, e su questo  il sindaco Tagliani si è trovato d’accordo con noi”. C’è preoccupazione nelle parole di Stefano Mantovani, segretario provinciale Femca, al termine dell’incontro nella mattinata di ieri tra il sindaco e le rappresentanze sindacali Basell, in cui si sono studiate le prime contromosse alla procedura di licenziamento collettivo avviata giorni scorsi al centro di ricerche Natta (vai all’articolo).

Un taglio che ha visto istituzioni pubbliche e sindacati subito unite per contrastare una perdita di lavoro che porterebbe a un visibile impoverimento della provincia. “Abbiamo trovato nel sindaco una persona attenta e coinvolta nel problema – spiega Mantovani -. Il dato più preoccupante è il taglio complessivo che la multinazionale vuole effettuare al centro ricerche: 11 milioni di euro, che incidono molto sul territorio perchè portano un notevole indotto. E il fatto che manchi il governo la rende più libera di muoversi”. I lavoratori che soffriranno il ridimensionamento infatti non saranno solo i 55 dipendenti inseriti in mobilità, ma anche quelli delle aziende che offrono servizi al centro ricerche e gli stessi dipendenti Basell assunti a tempo determinato, a 22 dei quali non verrà rinnovato il contratto.

Ma in mancanza di un interlocutore a livello nazionale sono gli enti territoriali gli unici mediatori possibili con l’azienda americana, a partire proprio dal sindaco. “L’incontro aveva come scopo – spiega Tagliani – decidere assieme le modalità di gestione di questa vertenza e dello sciopero in programma martedì. Ci sono alcune valutazioni che fa il sindacato e che io condivido. È vero infatti che la mobilità riguarderà 55 dipendenti anzichè 108, come Basell aveva annunciato qualche mese fa, ma c’è anche un’ulteriore riduzione della base occupazionale, perchè non verranno rinnovati i contratti a termine. Posizioni occupate da persone che hanno fatto corsi di formazione specifici per quel lavoro, e per i quali non sarà facile trovare una nuova occupazione: il disvalore sociale in questo modo aumenta”.

Il comportamento dei vertici della multinazionale non lascia indifferente il sindaco, che spiega come “in questi anni abbiamo aiutato l’impresa a superare tutti gli aspetti urbanistici e fiscali, e lavorato per trovare le soluzioni ambientali. E non l’abbiamo fatto perché avevamo del tempo libero, ma perché pensavamo di aiutare lo sviluppo del territorio. Ora dobbiamo lavorare sui costi dell’energia, che è uno dei problemi principali delle aziende al petrolchimico, e agire anche sul piano politico. Basell deve darci garanzie sulla permanenza e sul budget del centro ricerche”.

Il tempo a disposizione è però ridotto: per la legge 223/91 che disciplina i licenziamenti collettivi l’azienda è tenuta a trattare per 75 giorni con le rappresentanze sindacali prima di effettuare unilateralmente i licenziamenti, seguendo unicamente i parametri di legge: anzianità e carico familiare dei lavoratori. I sindacati durante i prossimi due mesi potranno proporre soluzioni alternative, come la cassa integrazione straordinaria o il comando presso altre aziende, o trattare sulla lista dei lavoratori scelti, per cercare di far inserire quelli che potranno agganciare in breve tempo la pensione. “Ma faremo il possibile – conclude Mantovani – per cercare di impedire del tutto i licenziamenti”.

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