Cronaca
8 Febbraio 2013
In aumento nel corso dell'anno reati tributari, fallimentari e percezione indebita di contributi pubblici

La guardia di finanza fa i conti al 2012

di Ruggero Veronese | 4 min

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DSC02769Oltre 200 milioni di euro tra redditi e Iva recuperati all’evasione, beni sequestrati e illeciti nell’impiego delle risorse pubbliche. È un vero e proprio “tesoretto” quello portato – o restituito – alle finanze pubbliche dalla guardia di finanza ferrarese, che ha presentato il bilancio operativo dell’anno appena trascorso. Un’attività che ha portato le indagini anche al di fuori provincia ferrarese, come dimostra il recente caso “Luna d’oriente 2” (vai all’articolo), ma che ha comunque visto sul nostro territorio la maggior parte dei capitali recuperati, “soprattutto – come spiega il comandante Sergio Giovanni Lancerin – per quanto riguarda i reati tributari e la destinazione di finanziamenti pubblici”.

Le cifre più importanti sono quelle legate alla lotta all’evasione: nel corso del 2012 le fiamme gialle hanno effettuato in questo ambito 520 interventi, per un recupero superiore a 150 milioni di euro, e all’individuazione di 63 “evasori totali”, che non avevano cioè dichiarato alcun reddito al fisco. Un dato che si ripercuote direttamente sulla mancata Iva versata, pari a circa 40 milioni di euro nei casi rilevati. I beni sequestrati preventivamente per garantire la restituzione delle somme evase ammontano invece a 9 milioni di euro. Per quanto riguarda le attività commerciali, quasi un terzo degli esercizi controllati (756 su 2.670) è andato incontro a violazioni nell’emissione di scontrini e ricevute, e per 28 di questi, a causa delle irregolarità ripetute, sono stati proposti provvedimenti di sospensione temporanea della licenza.

I comportamenti più gravi sono però quelli legati alle vere e proprie attività illecite e alle organizzazioni a delinquere, con reati fiscali che rientrano nell’ambito penale. Sono in genere i casi che richiedono le indagini più approfondite e che spesso sconfinano al di fuori della provincia, e durante il 2012 hanno portato alla denuncia di 79 persone, di cui 4 sono state arrestate.

Un capitolo a parte merita il controllo della spesa pubblica. In questo caso non si parla soltanto di sprechi della pubblica amministrazione, ma anche di truffe da parte dei cittadini verso lo Stato, attraverso prestazioni sociali agevolate per quanto riguarda ticket medici, rette universitarie, affitti nell’edilizia pubblica o indennità di cassa integrazione. A Ferrara sono 35 le persone che hanno ottenuto questi vantaggi tramite dichiarazioni dei redditi artificiose, “irregolarità meno incisive di altre sui conti pubblici – commenta Lancerin – ma che spesso provocano ancora più rabbia nel contribuente onesto”. Le fiamme gialle hanno denunciato all’autorità giudiziaria anche 22 persone colpevoli di percezione indebita di contributi pubblici, per un totale di 1,2 milioni di euro. Si tratta in questo caso di soggetti che hanno ottenuto denaro dallo Stato senza corrispondere il servizio pattuito, soprattutto nell’ambito agricolo verso cui sono stati bloccati 700 mila euro di finanziamenti comunitari prima che arrivassero a destinazione. Ci sarà nei prossimi mesi anche un forte controllo per i contributi e i finanziamenti del dopo sisma, al momento ancora in attesa di erogazione.

In crescita nel ferrarese i reati fallimentari, un centinaio in totale e di cui ben 60 riguarda la tipologia più grave: la bancarotta fraudolenta. “Condotte sicuramente legate alla crisi – spiega il comandante – ma non per questo giustificabili dalla legge”. Nell’ambito della tutela del mercato sono stati eseguiti anche 59 controlli su operazioni finanziarie sospette e 6 attività antiriciclaggio, e sono state accertate transazioni in contanti sopra alla soglia legale per un valore di 1,4 milioni di euro.

Al di fuori del proprio “core business”, la guardia di finanza ha eseguito anche la normale attività di polizia, con una lotta agli stupefacenti che ha portato al sequestro di 1,7 kg di droga (soprattutto cocaina e hashish), e ai sequestri di oltre 265 mila capi e accessori di abbigliamento contraffatti e di circa 4 mila giocattoli contenenti sostanza nocive. Un reato che nel frattempo sta riprendendo piede è il contrabbando di sigarette, con 25 chili di prodotti provenienti dall’est Europa sequestrati nel corso dell’anno. In questo caso l’Italia fungerebbe soprattutto da punto di smistamento, in particolare verso l’arcipelago britannico dove le tasse sul tabacco sono molto alte.

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