Pasqua sulla A13, incidente con sei feriti: coinvolti anche due bambini
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 4 aprile, intorno alle ore 19, all'incrocio tra via Bologna e via Andrea Franchi Bononi, dove si sono scontrati un'automobile e una moto con a bordo due ragazzi minorenni
Due appartamenti, uno sopra l’altro. Sopra alcune universitarie, sotto una coppia di fratelli non più giovanissimi. Quando arriva una denuncia, verrebbe naturale pensare a lamentele per feste o rumori molesti. Ma in questo caso è accaduto l’opposto
“Avevamo altri sette candidati, provenienti anche da altre città, ma la scelta del dottor Garani è stata un riconoscimento al lavoro fatto in questi anni e nella delicata fase del trasloco a Cona”. È il direttore generale del Sant’Anna Gabriele Rinaldi a presentare pubblicamente Giampaolo Garani come nuovo direttore del reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale, accompagnato dal direttore sanitario Andrea Gardini e dal primario di pediatria Andrea Franchella. Oltre che dal protagonista del giorno, Garani, che spiega la situazione e le prospettive del reparto che, di fatto, amministrava a pieno titolo già dal 19 novembre. “Il lavoro che ha fatto Garani – continua Rinaldi – è stato garantire la continuità. Col suo reparto ha cercato di identificare tutte le gravidanze a rischio tre mesi prima del trasferimento, in modo da stabilire le priorità nel momento del passaggio a Cona”.
Il controllo di Garani si estenderà anche al reparto di terapia intensiva neonatale, che nelle intenzioni dei dirigenti punta a essere uno dei fiori all’occhiello dell’ospedale. Gardini spiega che “Ferrara è uno dei pochi centri in Emilia Romagna con una reparto di terapia intensiva neonatale di terzo livello, che ci da una grossa mano quando ci sono parti prematuri o sono necessari interventi chirurgici delicati. Questo ci permette di essere un hub a cui si appoggiano tutte le province limitrofe e che offre un percorso assistenziale completo anche dopo il parto”. Garani sottolinea invece come “quello che ha caratterizzato il nostro ambiente è stata la disponibilità verso i pazienti, indipendentemente dalla loro provenienza. Questo ci ha permesso di affrontare una lotta impari con ospedali più importanti e con più risorse, come quello di Bologna. Ovvio che questi due anni sono stati molto impegnativi, e che durante il trasferimento non potevamo preventivare tutte le situazioni critiche che avremmo fronteggiato. Ma la buona sorte ci ha aiutato, dandoci una piccola tregua proprio durante i giorni del trasloco”.
Dei circa 3000 neonati nella provincia di Ferrara tutti gli anni, in media 330 devono passare per il centro di terapia intensiva neonatale, mentre altri 120 bambini al di sotto dei tre anni sono ricoverati per cure intensive o operazioni chirurgiche. Una cifra molto alta rispetto alla media di altre città, ma che Garani imputa a due fattori: “la percentuale di bambini ricoverati si alza perché molte città non hanno una terapia di terzo livello, e infatti circa un terzo dei pazienti viene da fuori Ferrara, ma c’è anche un fattore etnico. Le gravidanze di altri gruppi etnici sono attorno al 15-17% del totale, ma in terapia intensiva questa percentuale sale fino al 50% dei ricoverati. Questo si spiega anche con le abitudini culturali di ogni etnia, che coinvolgono l’alimentazione e il trattamento medico, senza contare i problemi genetici presenti quando c’è un matrimonio tra consanguinei. Ma sicuramente incidono anche le condizioni di vita di alcune fasce di popolazione”. Al riguardo Rinaldi nota che “noi arriviamo anche a riparare situazioni causate dalla società”, mentre Franchella spiega: “negli ultimi anni ho visto ripresentarsi delle patologie che non incontravo da parecchio tempo. In particolare alcune malformazioni che in genere vengono diagnosticate e curate durante la gravidanza, ma che ora riemergono quando una coppia decide di non sottoporsi a certi tipi di controlli”.
Dopo aver parlato del passato, Garani comincia a programmare il futuro. “Nell’ultimo anno ci sono stati molti investimenti importanti in nuove tecnologie, che ci permetteranno di essere tra i centri più efficienti in regione. Ora stiamo finendo di ottimizzare la logistica, e a ogni posto letto sarà collegata una centralina di monitoraggio che permetterà un controllo a tempo pieno sul paziente e uno scambio di informazioni immediato tra reparto e reparto. Un progetto importante ma che impiegherà uno o due anni per andare a pieno regime”.
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