Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
“Ferrara forse ha qualche problema, ma dovete risolverlo”. Sono da poco usciti i giornalisti dalla sala di Casa Cini che ospita l’assemblea semestrale del Movimento 5 Stelle (vai all’articolo), quando Giovanni Favia lancia la sua prima e unica battuta sulle divisioni interne presenti a Ferrara. Valentino Tavolazzi e Tommaso Mantovani siedono a poca distanza l’uno dall’altro nella sala, ma la divisione tra i due è abbastanza evidente, ognuno circondato dai propri gruppi di riferimento. Che si separano ulteriormente una volta finita l’assemblea, nel classico momento delle chiacchiere fuori dal portone, in cui la distanza tra le due ali del movimento – Progetto per Ferrara e Grilli estensi – diventa anche fisica: tutti a debita distanza per non farsi sentire troppo.
D’altra parte poco prima, durante l’incontro, i toni si erano anche alzati, con Mantovani e altri grilli estensi che dopo aver chiesto l’uscita della stampa dalla sala erano stati contestati da una parte degli attivisti. Tavolazzi restava in silenzio, limitandosi al ruolo di organizzatore dell’assemblea, ma si unirà poi a Favia nel dire che “non dobbiamo avere questi problemi con la stampa, non dobbiamo avere nulla da nascondere”. La spaccatura vera infatti, a prescindere dall’oggetto della discussione di ieri sera, sembra dipendere anche e soprattutto dall’appoggio reciproco di Favia e Tavolazzi, due che con Beppe Grillo hanno da tempo rapporti tesi. Una posizione molto diversa dal gruppo del meet up (nel quale è confluito di recente proprio Mantovani, seguendo l’esempio dell’ex braccio destro di Tavolazzi, Angelo Storari), decisamente più vicino al fondatore del movimento.
Ma a chiarire il proprio pensiero ci pensano gli stessi protagonisti della vicenda. Fuori dalla sala Mantovani spiega che “non abbiamo problemi coi media, che fanno il loro lavoro, ma è difficile confrontarsi in maniera seria con tutte le telecamere attorno. Ma queste assemblee pubbliche sono importantissime e sono un segno che la democrazia nel movimento c’è, con un sano contradditorio al suo interno”. Quello che chiede al Movimento, e da cui nascono le incomprensioni, è di evitare di politicizzarsi. “C’erano già dubbi sulla legalità di questa assemblea, dal momento che Tavolazzi è stato delegittimato da Grillo nel momento in cui questo gli ha tolto l’uso del simbolo 5 Stelle. Allora c’era una parte del Movimento che voleva strutturarsi il più possibile per le elezioni nazionali del 2013, con la scelta di ruoli e di incarichi. Dopo questi fatti a me sembrava che qualcuno come Favia o Tavolazzi volesse dare un indirizzo politico, ma il nostro è un Movimento in cui bisogna lavorare sul territorio, e non fare le superstar andando a La7”. Mantovani nonostante questo si pronuncia a favore dell’operato dei consiglieri regionali: “il loro lavoro lo fanno in maniera ineccepibile e con molto impegno, anche se non mi piace questa visibilità personale”, mentre è più netto sul Progetto per Ferrara: “a dir la verità non ho mai visto neanche un tentativo di ricomposizione ufficiale, anche se poteva essere possibile. Adesso il Ppf è diventato quasi un partito aziendale, per non dire familiare”.
Chi butta acqua sul fuoco è Tavolazzi, che lancia solo un’osservazione riguardo alle critiche sull’organizzazione dell’assemblea: “per organizzare le assemblee semestrali i consiglieri regionali si appoggiano ai consiglieri eletti della città. Se davvero questo fosse un problema lo sarebbe dovuto essere anche per l’assemblea di sei mesi fa”. Per il resto Tavolazzi lascia intravedere una volontà di ricongiungimento – o almeno una collaborazione – tra le due liste: “stasera non ci sono state domande riguardo la questione ferrarese, che di certo non è un problema nostro. Ma io penso che se si lavora tutti insieme per la città non conti molto a che lista si appartiene o se c’è o meno il simbolo”. E anche verso i malumori di Comacchio dice che “noi li capiamo e ribadiamo la nostra disponibilità ad aiutare se ce n’è bisogno. Non c’è motivo perché ci sia una frattura tra il movimento di Ferrara e quello di Comacchio, che ha avuto un grandissimo successo e a cui dobbiamo riconoscere il merito di quello che ha fatto”.
Di certo la questione del simbolo è destinata a complicare la vita al Movimento 5 Stelle di Ferrara, e nemmeno Favia riesce a chiarire quali saranno i prossimi sviluppi. “Sul simbolo dovete chiedere a Grillo. Lui ha tolto il simbolo a Tavolazzi, e lui glielo può ridare”.
E sempre Favia torna sul caso dei voti di sfiducia di grilli estensi e Comacchio (se ne conteranno 18 in tutto su centinaio): “Per me non si tratta di una mezza vittoria, ma di una vittoria piena. Sapevamo che a Ferrara non poteva esserci un plebiscito con i tanti problemi che vi sono sorti”. Il consigliere 5 Stelle racconta di aver parlato con i ‘dissidenti’: “a chi ci chiede più presenza sul territorio, ho detto che basta che ci chiamino e risponderemo con solerzia; agli altri, che fanno già parte della nostra rete, che li sosterremo ogni volta che abbiano battaglie da proporci”.
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