“Il vuoto non ci piace”. Lo ha sottolineato il sindaco Tiziano Tagliani per far capire quali tipo di logiche abbia convinto la città a rimandare a primavera la mostra programmata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni e a proporre per l’autunno la grande retrospettiva che inaugurerà domani, sabato 13 ottobre, a Palazzo Diamanti, interamente dedicata ai grandi artisti ferraresi. Una scelta dettata in primo luogo dall’impossibilità di proseguire con il calendario stabilito – dopo il terremoto di maggio erano troppe le incognite per allestire la complessa monografica dedicata al regista -, e in secondo luogo dalla volontà di preservare nel centro cittadino quella vivacità e quel fermento culturale che sempre l’ha contraddistinto.
“Se siamo riusciti tanto in fretta a trovare i fondi per riaprire il Teatro Comunale lo dobbiamo al fatto che da trent’anni a questa parte Ferrara ha dimostrato di credere nella cultura: chi ci ha sostenuto lo ha fatto sapendo che da parte nostra non si sarebbe trattato di una moda”, ha ribadito sulla stessa linea l’assessore Massimo Maisto.

Maria Luisa Pacelli
La presentazione della collettiva, tenutasi nel pomeriggio di giovedì presso la Pinacoteca nazionale, è stata l’occasione per gli amministratori comunali e provinciali per fare il punto della situazione a quasi cinque mesi dal sisma. Palazzo Massari è ancora chiuso, come pure Palazzo Schifanoia, e l’assessore ha chiesto alle guide turistiche di avere pazienza: “ci metteremo più tempo e più fatica, ma vi assicuro che ne varrà la pena”. Per Schifanoia infatti è in programma l’installazione dell’ascensore per i disabili, per Palazzo Massari un progetto di restauro complesso, nel quale rientreranno non solo una nuova illuminazione e una nuova aula didattica, ma anche un rilevante lavoro di promozione via web. “Con la mostra di Palazzo Diamanti abbiamo già ottenuto due importanti risultati – ha concluso Maisto -. Uno di tipo culturale: non abbiamo lasciato i quadri nei magazzini. Uno di tipo economico: abbiamo prolungato i mesi di apertura previsti tra l’autunno 2012 e la primavera 2013. Ogni tanto sarebbe bello avere degli apprezzamenti dagli operatori che beneficiano di queste iniziative. Sembra sempre che per quanto si faccia non basti mai”. Da parte della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ancora congratulazioni per tutte le persone che si sono impegnate nell’organizzazione e nell’allestimento del progetto espositivo: “le scosse hanno rovesciato le priorità, stravolto la pianificazione, ogni tassello verso la normalità rappresenta per tutti una grande conquista”.
Alla presentazione è intervenuta anche la curatrice Maria Luisa Pacelli, direttrice del Museo di arte moderna, per spiegare in anteprima il senso del percorso proposto: “l’intenzione è quella di rendere conto della nascita e dello sviluppo delle collezioni locali, solitamente divise in tre musei: il Museo dell’Ottocento, il Museo Boldini e il Museo De Pisis. Allo stesso tempo si è cercato di costruire un racconto che renda comprensibile il ruolo degli artisti ferraresi all’interno dei più ampi movimenti che hanno caratterizzato la storia dell’arte nazionale e internazionale dal 1830 fino alla prima metà del Novecento”.