Cronaca
9 Agosto 2012
Il padre Lino: "Alex ha sbagliato, senza dubbio, ma non ha ucciso nessuno"

La differenza tra Schwazer e chi uccise Federico Aldrovandi

di Marco Zavagli | 2 min

Leggi anche

Detenuto denunciò tortura in carcere. Archiviata l’inchiesta

Il gip Giovanni Solinas del tribunale di Ferrara ha sciolto la propria riserva e ha accolto la richiesta della Procura di Ferrara, archiviando l'indagine nata dalla denuncia della moglie di un detenuto per un presunto caso di tortura che sarebbe avvenuto il 7 settembre 2024 all'interno del carcere di via Arginone ai danni del marito

Sceglie di tornare a casa dal ps e muore. Tre sanitari indagati

Ci sono tre sanitari dell'ospedale Sant'Anna di Cona iscritti nel registro degli indagati per la tragica fine di Maurilla Zona, la 52enne di Coccanile morta poche ore dopo aver autonomamente scelto di rientrare a casa dal pronto soccorso per dolori inguinali e febbre che accusava da alcuni giorni

Yaya morto mentre lavorava. Ieri l’udienza filtro del processo

Udienza filtro ieri (lunedì 20 luglio) per il processo relativo alla tragica fine di Yaya Yafa, il 22enne della Guinea Bissau - residente a Ferrara - che nell'ottobre 2021 morì sul lavoro all'Interporto di Bologna. Davanti al giudice sono state sollevate alcune eccezioni riguardanti la costituzione di parte civile delle diverse associazioni che hanno chiesto di partecipare al procedimento

C’è chi viene sospeso immediatamente dalle forze dell’ordine per uno sbaglio non “fatale” e chi invece, pur non ammettendo le proprie responsabilità, rimane in servizio nonostante una sentenza della Cassazione per omicidio colposo. È il parallelismo che fa Lino Aldrovandi,  il padre di Federico, paragonando il recente caso di doping che ha visto protagonista l’atleta azzurro Alex Schwazer, campione olimpico di marcia a Pechino, con quello del figlio, morto per colpa di quattro poliziotti il 25 settembre 2005.

“Schwazer cacciato (in realtà sospeso a tempo indeterminato, ndr) dall’Arma – scrive Lino Aldrovandi su Facebook -. Certo ha sbagliato, senza se e senza ma, ma non ha ucciso nessuno”. E, in riferimento ai quattro agenti condannati a 3 anni e mezzo per l’omicidio colposo di Federico, “chi con una divisa invece, ora pregiudicato, in cooperazione ha ucciso e si è comportato da ‘scheggia impazzita in preda a delirio’ (parole queste pronunciate dal pg davanti alla Corte di Cassazione in sede di requisitoria, ndr), ha bastonato, ha soffocato, ha ucciso, ha detto il falso, ha depistato, ha omesso, ha disonorato quella divisa compiendo di fatto un alto tradimento, nonché ha oltraggiato e offeso dopo una sentenza definitiva la madre della vittima? Continua a lavorare come se nulla fosse, impunito come troppi tanti individui in divisa di altri morti rimaste senza un colpevole…”.

“Quella divisa avrebbe bisogno di un buon lavaggio”, riflette Lino Aldrovandi, che conclude sperando in un provvedimento disciplinare da parte del ministero: “Sono paziente, e questo a volte è un difetto che mi ha trasmesso mio padre, rallento, respiro e ascolto il mio cuore per accarezzare le tante vittime innocenti di questo nostro assurdo mondo”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com