Basket A2. Cento cede contro Bergamo
Ventiquattresima giornata di Serie A2: la Sella Cento ospita la Gruppo Mascio Bergamo che espugna la Baltur Arena 67 a 71
Ventiquattresima giornata di Serie A2: la Sella Cento ospita la Gruppo Mascio Bergamo che espugna la Baltur Arena 67 a 71
La prima del nuovo allenatore estense finisce nella maniera migliore possibile, con una bella vittoria, convincente, mai in discussione. Contro Fabriano finisce 73 a 54
Pareggio nel finale dell'Ars et Labor contro il Medicina Fossatone che rimane terzo in classifica con i biancazzurri secondi a sei punti dalla vetta. La Ovest chiede a gran voce l'esonero di Di Benedetto
Attimi di apprensione oggi intorno alle ore 14.15 in via Cagliari, a Lido degli Estensi, dove una pattuglia della stazione dei carabinieri è intervenuta presso il rimessaggio "Nautica del Porto" per un incendio
È il maresciallo ordinario Giuseppe Guerriero il nuovo comandante della stazione dei carabinieri di Argenta
C’è chi viene sospeso immediatamente dalle forze dell’ordine per uno sbaglio non “fatale” e chi invece, pur non ammettendo le proprie responsabilità, rimane in servizio nonostante una sentenza della Cassazione per omicidio colposo. È il parallelismo che fa Lino Aldrovandi, il padre di Federico, paragonando il recente caso di doping che ha visto protagonista l’atleta azzurro Alex Schwazer, campione olimpico di marcia a Pechino, con quello del figlio, morto per colpa di quattro poliziotti il 25 settembre 2005.
“Schwazer cacciato (in realtà sospeso a tempo indeterminato, ndr) dall’Arma – scrive Lino Aldrovandi su Facebook -. Certo ha sbagliato, senza se e senza ma, ma non ha ucciso nessuno”. E, in riferimento ai quattro agenti condannati a 3 anni e mezzo per l’omicidio colposo di Federico, “chi con una divisa invece, ora pregiudicato, in cooperazione ha ucciso e si è comportato da ‘scheggia impazzita in preda a delirio’ (parole queste pronunciate dal pg davanti alla Corte di Cassazione in sede di requisitoria, ndr), ha bastonato, ha soffocato, ha ucciso, ha detto il falso, ha depistato, ha omesso, ha disonorato quella divisa compiendo di fatto un alto tradimento, nonché ha oltraggiato e offeso dopo una sentenza definitiva la madre della vittima? Continua a lavorare come se nulla fosse, impunito come troppi tanti individui in divisa di altri morti rimaste senza un colpevole…”.
“Quella divisa avrebbe bisogno di un buon lavaggio”, riflette Lino Aldrovandi, che conclude sperando in un provvedimento disciplinare da parte del ministero: “Sono paziente, e questo a volte è un difetto che mi ha trasmesso mio padre, rallento, respiro e ascolto il mio cuore per accarezzare le tante vittime innocenti di questo nostro assurdo mondo”.
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