Un nuovo volto per la Casa Residenza Betlem
Nell’anno in cui Cooperativa Serena festeggia i suoi 40 anni di attività, la Casa Residenza per Anziani Betlem si presenta alla città di Ferrara completamente rinnovata
Nell’anno in cui Cooperativa Serena festeggia i suoi 40 anni di attività, la Casa Residenza per Anziani Betlem si presenta alla città di Ferrara completamente rinnovata
Alza l’asticella il Ferrara Food Festival, l’ormai consolidata kermesse culinaria che quest’anno, dal 30 ottobre all’1 novembre, si proporrà non solo come evento celebrativo dei sapori ferraresi, ma anche come modello da imitare fuori dai confini nazionali
Un nuovo ingresso alla città, con una viabilità ridisegnata, percorsi pedonali e ciclabili, spazi verdi e una illuminazione potenziata. Taglio del nastro per il riqualificato accesso nord ovest di Ferrara
I Carabinieri hanno rintracciato e arrestato un 58enne residente in zona, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura
La vertenza Coperion si conclude con il riconoscimento della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. Rimane l'amarezza, per i sindacati, di non aver trovato un accordo che individuasse soluzioni alternative alla chiusura
C’è chi viene sospeso immediatamente dalle forze dell’ordine per uno sbaglio non “fatale” e chi invece, pur non ammettendo le proprie responsabilità, rimane in servizio nonostante una sentenza della Cassazione per omicidio colposo. È il parallelismo che fa Lino Aldrovandi, il padre di Federico, paragonando il recente caso di doping che ha visto protagonista l’atleta azzurro Alex Schwazer, campione olimpico di marcia a Pechino, con quello del figlio, morto per colpa di quattro poliziotti il 25 settembre 2005.
“Schwazer cacciato (in realtà sospeso a tempo indeterminato, ndr) dall’Arma – scrive Lino Aldrovandi su Facebook -. Certo ha sbagliato, senza se e senza ma, ma non ha ucciso nessuno”. E, in riferimento ai quattro agenti condannati a 3 anni e mezzo per l’omicidio colposo di Federico, “chi con una divisa invece, ora pregiudicato, in cooperazione ha ucciso e si è comportato da ‘scheggia impazzita in preda a delirio’ (parole queste pronunciate dal pg davanti alla Corte di Cassazione in sede di requisitoria, ndr), ha bastonato, ha soffocato, ha ucciso, ha detto il falso, ha depistato, ha omesso, ha disonorato quella divisa compiendo di fatto un alto tradimento, nonché ha oltraggiato e offeso dopo una sentenza definitiva la madre della vittima? Continua a lavorare come se nulla fosse, impunito come troppi tanti individui in divisa di altri morti rimaste senza un colpevole…”.
“Quella divisa avrebbe bisogno di un buon lavaggio”, riflette Lino Aldrovandi, che conclude sperando in un provvedimento disciplinare da parte del ministero: “Sono paziente, e questo a volte è un difetto che mi ha trasmesso mio padre, rallento, respiro e ascolto il mio cuore per accarezzare le tante vittime innocenti di questo nostro assurdo mondo”.
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