“Ragazzini molto vivaci”, difficili da gestire secondo i consulenti di parte e “un padre buono”, che non ha mai alzato un dito contro i suoi figli secondo suocera e amici. È stato il turno della difesa, sostenuta dall’avvocato Maria Mezzogori, nel processo che vede alla sbarra per maltrattamenti in famiglia (calci, schiaffi e percosse, recita il capo di imputazione) il padre di due bambini. Con lui è imputata anche la suora dell’asilo (difesa dall’avvocato Federica Scagnolari) che ospitava i minori, in provincia di Ferrara, imputata di favoreggiamento per “aver eluso le investigazioni dell’autorità giudiziaria”.
Le origini del processo – nel quale si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Piero Giubelli i servizi sociali dell’Asl – sorgono nel marzo 2009, quando all’uscita di classe alcune madri di altri alunni vedono il padre strattonare i figli per farli entrare a scuola. Ne scaturisce un esposto alla procura, che inizialmente dispone l’allontanamento dell’uomo dal contesto familiare per maltrattamenti in famiglia. Contestualmente i servizi sociali provvedevano a collocare i bambini in un altro contesto familiare.
Sempre ieri, davanti al giudice Luca Marini, hanno risposto alle domande del pm Alessandro Rossetti anche due testimoni dell’accusa, che al tempo dei fatti volevano chiamare Telefono Azzurro. Uno vide il padre spingere uno dei due figli mentre scendeva le scale, l’altro lo avrebbe visto mentre colpiva il più piccolo con la scopa (“agitava solo il manico”, preciserà un altro testimone).
Alla prossima udienza, fissata per giugno, si concluderà la fase dibattimentale per aprirsi quella della discussione, con le richieste di accusa e difesa.