Cambiare. Questo è il messaggio forte e chiaro che la stragrande maggioranza degli elettori comacchiesi ha dato il 6 e 7 maggio sia col proprio voto sia disertando le urne. Bocciando così sonoramente quell’arco di partiti e forze civiche, dal Pdl al Pd, che per mesi hanno inseguito la chimera del pensiero unico nel contendersi lo stesso, a loro dire, ‘candidato vincente’: Alessandro Pierotti. Hanno visto, invece, premiati i propri sforzi le formazioni che hanno manifestato limpidamente la volontà di porre in campo nuove politiche, donne e uomini giovani, per un governo sostenibile e di più alto profilo della Città del Trepponti. E tra queste la lista “Centrosinistra per Comacchio” e il suo giovane candidato a sindaco, Fabio Cavallari. Che sono stati il frutto di un encomiabile e paziente lavoro unitario di Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sinistra, Ecologia, Libertà. Aperto, fin dall’inizio, anche all’apporto del Pd che ha preferito, al contrario, una snaturante deriva neocentrista. E, in primo luogo, la lista Cinque Stelle, per i noti motivi di carattere nazionale, ed il suo giovane candidato a sindaco, Marco Fabbri, per le sue indubbie doti personali e la qualità della sua proposta politico-programmatica che è la più vicina a quella ben rappresentata da Fabio Cavallari, nel corso della sua incisiva e costruttiva campagna elettorale.
Due forti e innovative visioni, quelle di Cavallari e Fabbri, del futuro sostenibile di Comacchio e del Delta che trovano significative assonanze anche con quella proposta dalla lista “Voce giovane per Comacchio” e dal suo altrettanto giovane candidato a sindaco, Alberto Lealini. Bene. Ci sono quindi solide condizioni per superare ampiamente gli angusti confini della vecchia politica locale e provinciale.
Di quella muffita politica che non ha rinunciato a riaprire il proprio teatrino, proprio a Comacchio, ad urne ancora aperte ed in modo insultante per la sua cittadinanza, con la messa in scena penosa di un incontro istituzionale che all’ordine del giorno aveva, nonostante l’assenza del suo nuovo sindaco, la nomina del presidente della Comunità del Parco del Delta del Po. Si volti allora finalmente pagina. Si faccia veramente rispettare Comacchio. Eleggendo Marco Fabbri, senza se e senza ma, sindaco di Comacchio.
Assemblea Circolo del Delta Sinistra Ecologia Libertà