Anche le più belle storie prima o poi finiscono, anche se vorremmo il contrario, e non sempre nel modo in cui ce lo saremmo aspettati.
C’era una volta, subito dopo l’ormai ex passaggio a livello di via Bologna, un piccolo prefabbricato grigio, che nulla significava ai più. Questo casottino rimaneva chiuso ogni inizio settimana per poi pullulare di giovani dal mercoledì alla domenica inoltrata.
Ogni sera diventava speciale e tantissimi ragazzi, anche da fuori Ferarra sapevano che lì avrebbero dovuto dirigersi!
La meraviglia non era certo quel casottino, né tantomeno l’insegna “Patatina Point” quanto chi rendeva magico tutto questo: Cisto (e la Dani).
Cisto, così ho imparato a conoscerlo, è un cresciuto giovincello, bandana in testa e pizzetto sgargiante. Pittoresco a prima vista, ma un vero gourmet della piadina se lo si scopre fino in fondo. Da una cotto e fontina, fino alle più esigenti tre carni, non si scomponeva anche all’ordine più bislacco.
Tra i tanti meriti e passioni, Cisto non solo è in grado di far pagare una piadina 3.5 € (qualunque cosa tu ci voglia dentro, ci va!) ma anche di ravvivare qualunque tua giornata, qualunque cosa sia successa.
È la panacea di tutti i tuoi mali, siano essi alimentari o sociali. È un amico, un confidente, un allegro e simpatico individuo che nel tempo è diventato il fulcro del “divertimentificio” ferrarese. Una tappa obbligata nelle serate dei giovani ferraresi, ancor prima che si vietasse, sostanzialmente, l’uso della piazza con buffe ordinanze.
Adesso però Cisto ci sta abbandonando, ci sta lasciando e per questo chiediamo a tutte le istituzioni di fare qualcosa.
Non toglietecelo. Fate qualcosa. Intervenite per una buona volta.
Ci ha per lungo tempo deliziato il palato e aperto i nostri cuori ad un mondo di infinite combinazioni gastronomiche.
Dateci il nostro lieto fine salvando il miglior piadinaro del mondo, o quantomeno di Ferrara!
Un gruppo di giovani ferraresi