Sport
29 Novembre 2011
Ammenda di 15mila euro e inibizione di 4 mesi per Butelli e Bena. La società: "Faremo ricorso"

Multa alla Spal per il fotovoltaico

di Redazione | 3 min

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La Commissione disciplinare nazionale della Figc, presieduta dall’avvocato Sergio Artico, ha disposto l’ammenda di 15.000 euro nei confronti della Spal 1907 Spa, “per aver avviato un’attività commerciale finalizzata alla realizzazione di un impianto fotovoltaico” violando così quanto disposto dalla legge  91 del 1981. In sostanza, la Spal viene multata per aver cercato di autofinanziarsi con un impianto fotovoltaico, che non è attività strettamente sportiva. La Figc non ha potuto far altro che applicare quanto indicato nella legge citata, risalente al 1981, e fra i provvedimenti conseguenti figura anche l’inibizione per quattro mesi dei legali rappresentati del club, Cesare Butelli e Luca Bena.

La stessa Commissione disciplinare nazionale ha però voluto sottolineare la necessità di un riesame della normativa in questione, vecchia di trent’anni, in considerazione del difficile momento che attraversa il mondo del calcio “e in particolare quel settore dell’attività calcistica gestito dalla Lega Pro”. “Sono tante – si legge nel comunicato ufficiale – le Società che ogni anno vanno in difficoltà nell’assolvere puntualmente ai propri impegni salariali e contributivi, tante quelle che vengono penalizzate in classifica generale dalla Giustizia Sportiva proprio per tali mancanze. Innegabile che si debbano trovare delle fonti di autofinanziamento strumentali idonee a garantire i presupposti per lo svolgimento dell’attività sportiva. Appare dunque evidente la necessità di un riesame della normativa vigente ed in particolare dei contenuti della L. 91/81”.

La Commissione, dunque, è stata obbligata ad applicare una legge che “pur se oggi, dopo tanti anni dalla sua introduzione, può sembrare a prima vista obsoleta, è comunque tuttora vigente e, finché non sarà modificata, dovrà essere necessariamente rispettata”.

La Spal 1907 commenta in una nota che “prendere atto con sorpresa e profonda amarezza della sentenza emessa dalla commissione disciplinare della Federcalcio. In sostanza il dispositivo della sentenza afferma che ciò che fa Spal è giusto ma illegittimo. Faremo ricorso e proseguiremo la nostra battaglia su due fronti”.
Da un lato “per affermare, a vantaggio e tutela generale, il principio che ciò che è giusto deve diventare anche lecito: questo significherà impegnarsi per la modifica di una normativa ormai obsoleta (come riconosce la stessa commissione disciplinare della Figc) che impedisce alle società sportive professionistiche di sviluppare attività collaterali che ne garantirebbero una sussistenza oggi assai incerta e tribolata per tutte quelle di Prima e Seconda Divisione”.
Il secondo invece è per “rivendicare il nostro diritto soggettivo e ribadire che Spal è già oggi – pur in presenza della vigente normativa – titolata per ottenere legittimamente il ristorno di quote derivanti dalla produzione di energia fotovoltaica, avendo la società alienato il possesso degli impianti e ricevendo di fatto solo una sorta di sponsorizzazione a compenso del progetto a suo tempo promosso e sviluppato”.

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