Paura al Circuito di Pomposa, motociclista cade durante le prove libere
Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
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"Darsena Calling" è l'iniziativa musicale in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre nella Darsena di Ferrara
Oltre 2 milioni e mezzo di euro, 15 linee di trasporto, di cui 3 con bus elettrici, 265mila chilometri stimati, e quasi 400 iscrizioni: sono i numeri del servizio di trasporto scolastico predisposto anche quest'anno dall'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara per il nuovo anno scolastico
Due milioni di euro per riqualificare strade e collegamenti ciclabili di Ferrara. È questo il valore del nuovo piano di manutenzione straordinaria del manto stradale inserito dall'Amministrazione comunale nel Piano delle Opere 2026
Pontelagoscuro, 40enne arrestato dai Carabinieri dopo aver minacciato e aggredito i militari durante un controllo: l’uomo era armato di due coltelli da cucina
Saranno i carabinieri del Ris di Messina a cercare di svelare il mistero della morte di Denis Bergamini, il calciatore ferrarese scomparso 22 anni fa sulla statale Ionica quando militava nel Cosenza calcio e il cui caso si è riaperto proprio nei mesi scorsi.
Dopo i sequestri ordinati dalla procura di Castrovillari (alcuni indumenti che il giovane calciatore indossava al momento della morte, cioè le scarpe, l’orologio e una catenina d’oro e l’auto, una Maserati Spider), ora si registra un altro passo in avanti verso la pista indicata dai famigliari.
Secondo la famiglia Bergamini, assistita dal punto di vista legale dall’avvocato Eugenio Gallerani, Denis non si suicidò come venne creduto, o fatto credere, in un primo momento. E gli oggetti sequestrati servirebbero proprio a dimostrare come non sia possibile che l’investimento ad opera di un camion non abbia lasciato segni su abiti ed effetti personali.
La procura sembra aver sposato questa tesi, tanto che ha riaperto il caso rubricandolo come omicidio volontario a carico di ignoti. I Ris ora dovranno “individuare – scriveva ieri Arcangelo Badolati sulle cronache locali della Gazzetta del Sud – anche il più piccolo indizio in grado di far luce su questo insoluto “giallo” calabrese. Il magistrato ha pure affidato delle consulenze medico-legali comparative che serviranno, invece, a smentire l’ipotesi che il decesso di Donato sia stato determinato da una condotta autolesionista”.
Intanto nei giorni scorsi una troupe di “Chi l’ha visto?” ha girato alcune scene a Cosenza e già mercoledì prossimo il programma condotto da Federica Sciarelli dovrebbe dedicare uno speciale alla vicenda.
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