Cronaca
20 Ottobre 2011
Giovane di 19 anni si deve difendere dalle accuse di violenza sessuale, lesioni e minacce

Molestò minore e picchiò l’amico, bullo a processo

di Marco Zavagli | 2 min

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Era stato denunciato per violenza sessuale, lesioni e minacce. Ora a marzo  si aprirà il processo a suo carico per i fatti avvenuti nel primo pomeriggio di giovedì 21 ottobre del 2010. L’accusa partì da un ragazzo e una ragazza, entrambi  17enni, che si erano rivolti agli agenti dell’ufficio di polizia dell’ospedale Sant’Anna. I due, erano appena usciti da scuola, quando sull’autobus di linea, all’altezza di via Canapa, rimasero vittima di un ‘bullo’ di 18 anni (vai all’articolo).

Il giovane, in compagnia di altri due ragazzi, aveva avvicinato la ragazza rivolgendole ‘attenzioni’ non gradite. Dapprima accarezzandole il viso. E provocando un immediato rifiuto: la ragazza lo respinse e si è allontanò, mentre un suo compagno di scuola  intervenne in sua difesa, chiedendo ai tre ragazzi di lasciar stare l’amica. Ma ricevendo, in risposta, solo sbeffeggi.

Purtroppo i tre non avevano ancora finito. Mentre la ragazza scendeva alla fermata del bus, alla prima periferia di Ferrara, lo stesso 18enne che l’aveva importunata poco prima, le palpeggiò il fondoschiena. E non contento, la inseguì, insieme ai due amici, mentre con il compagno di scuola stava raggiungendo casa a piedi.

Una volta raggiunte le vittime – sempre secondo la versione dei due minori che dovrà essere confermata o meno dal giudice -, il ‘bullo’ sferrò un pugno al 17enne, che era di spalle, colpendolo alla testa. Nonostante il minore fosse rovinato a terra, l’aggressore – secondo la denuncia –continuò a colpirlo con altri pugni.

Una volta nei pressi dell’abitazione del giovane, i tre hanno finalmente decisero di desistere dal loro comportamento intimidatorio.

È così che sono scattate le indagini, poiché le due giovani vittime denunciarono immediata dell’episodio. Gli uomini della squadra mobile rintracciarono poco dopo i tre presunti aggressori di origine rumena, partendo dal solo identikit del 18enne fornito dai due giovani.

Il presunto aggressore, P.O.I., residente a Ferrara, venne quindi riconosciuto dai due studenti.

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