Lite fuori da un bar del centro, il Questore firma tre “Daspo Willy”
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
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Cento. “Non prenderlo come un tentativo di corruzione, anche se forse un po’ lo è”. Attorno a questa frase – intramezzata da parole incomprensibili data la scarsa qualità audio – ruota tutto il processo per istigazione alla corruzione a carico dell’ex sindaco di Cento Flavio Tuzet.
Sono le parole pronunciate dallo stesso Tuzet, che non sapeva di essere registrato, durante l’incontro che ebbe l’11 aprile del 2008 con il consigliere di Rinascita centese Rudi Rodolfi. Quel nastro è stato sentito ieri in udienza nel corso del processo che vede l’ex primo cittadino imputato anche per le presunte minacce alla madre di Carlotta Gaiani, impiegata comunale.
Con Tuzet alla sbarra, sempre per istigazione alla corruzione, ci sono anche il consigliere di Rinascita Centese Alessandro Gennari e l’imprenditore Marco Ferrari, vicino agli ambienti dello stesso gruppo politico.
L’altra conversazione registrata, quella tra il senatore Alberto Balboni e Rodolfi, non è stata ascoltata, dal momento che l’allora esponente di An ha già deposto in aula proprio in merito al contenuto di quell’incontro (vai all’articolo).
Siamo nell’aprile 2008. Nel marzo precedente la maggioranza di Tuzet si è vista mancare i numeri per l’approvazione del bilancio. Di fronte allo spettro del commissariamento andò in scena una corposa “campagna acquisti”. Prima nei confronti di chi aveva fatto mancare il proprio “sì” alla manovra, come Rudi Rodolfi della lista civica Rinascita Centese. Il consigliere si vide offrire la nomina nel cda della Cmv in cambio del suo pollice alzato. Successivamente gli arrivò anche la promessa di una poltrona in consiglio provinciale alle elezioni successive.
Nel faccia a faccia rivissuto in udienza tra Tuzet e Rodolfi emergono tutte queste vicissitudini: “è un do ut des”, “pensaci, sono tremila euro al mese (con riferimento all’incarico in Cmv, ndr) per presenziare due o tre volte alla settimana…”.
Tuzet ripete anche fuori del tribunale che “si trattava di un accordo politico con lo scopo di mantenere la maggioranza” e che “di corruzione non c’è nulla”. E gli dispiace “non aver ascoltato anche il nastro con Balboni, dal quale emerge il contorno in cui si sono svolti i fatti”. L’avvocato Adami preferisce concentrarsi invece sull’altra registrazione, quella sentita in aula, “dalla quale è stato possibile apprezzare l’intero corso della conversazione e non qualche frase estrapolata qui e là e poi finita nel capo di imputazione
La prossima udienza è stata fissata al 9 novembre.
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