Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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La consigliera Pd Sara Conforti chiede trasparenza sulla nuova collocazione del Festival e reclama il coinvolgimento del Consiglio comunale prima della decisione
Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
"Darsena Calling" è l'iniziativa musicale in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre nella Darsena di Ferrara
Oltre 2 milioni e mezzo di euro, 15 linee di trasporto, di cui 3 con bus elettrici, 265mila chilometri stimati, e quasi 400 iscrizioni: sono i numeri del servizio di trasporto scolastico predisposto anche quest'anno dall'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara per il nuovo anno scolastico
Jolanda di Savoia. Si avvia verso le battute il processo “Marilyn”. Tra i testi dell’accusa è stato sentito ieri in tribunale a Ferrara il maresciallo Scaramuzzino, dei carabinieri che eseguirono le indagini che portarono nell’ottobre del 2006, dopo una maxi retata, al sequestro di due night.
Secondo le indagini, i due locali, uno a Jolanda di Savoia, il “Nuovo Marilyn”, e uno nel Mantovano, a Villimpenta, il “Mon Amour”, erano una copertura per un traffico di immigrazione clandestina e di prostituzione. Ed è proprio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per sfruttamento della prostituzione che devono rispondere a vario titolo 14 persone, a tre delle quali è contestata anche l’associazione a delinquere.
Secondo l’accusa l’organizzazione, composta da ferraresi (tre cinquantunenni di Copparo, un sessantunenne di Ferrara e un uomo di 56 anni di Codigoro), da veneti e da cittadini dell’Est europeo (tra cui alcune donne), faceva entrare in Italia ragazze giovanissime, sui vent’anni, provenienti da Romania e da Lettonia, per farle lavorare nei night non solo come ballerine, ma anche intrattenitrici a pagamento.
La “copertura” per varcare il confine consisteva in genere in un semplice visto turistico. Poi il reclutamento nei due locali notturni come ballerine di lap dance o cameriere sexy. E, oltre a quello, secondo la procura, anche degli “extra” per i clienti – provenienti soprattutto dal Basso Ferrarese e dal Basso Polesine – nei separé o fuori dal locale.
Il giudice ha rinviato le parti al 7 dicembre, quando verranno sentiti gli ultimi testi del pm e della difesa (sostenuta dagli avvocati Remondi, Fortini e Berti).
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