Politica
27 Settembre 2011
E Balestra sul sito di Ppf dà del mentecatto al consigliere

Derivati, autogol di Tavolazzi

di Marco Zavagli | 2 min

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Derivati sì, derivati no. Lo strumento finanziario all’origine di uno degli attriti più forti tra maggioranza e Progetto per Ferrara – e in particolare tra Valentino Tavolazzi e l’assessore Luigi Marattin – torna a essere terreno di scontro. Questa volta a distanza.

A spulciare tra i documenti linkati sul sito della lista civica è proprio il membro della giunta Tagliani, che trova in un vecchio post, risalente al 23 febbraio del 2009 (vai alla pagina http://www.progettoperferrara.org/relazione-di-bilancio-2003-0223.html) un comunicato di Ppf, nel quale si ricorda come “già nel 2003, il candidato sindaco Valentino Tavolazzi, allora city manager del comune, aveva proposto soluzioni, a problemi che già esistevano e ai quali, ad oggi, non si è ancora posto rimedio”. Al documento allegato si trova la Relazione di bilancio datata 2003, che “sottolinea quanto le sue proposte contribuirono alla rottura con il palazzo”. Scorrendo le 15 pagine di analisi delle casse comunali, però, a pagina 1 si trova un’immagine dei derivati molto diversa da quella ultimamente descritta dal consigliere di opposizione: “Né vanno trascurate – scrive Tavolazzi – quelle leve fiscali che fino a qualche anno fa non erano disponibili, l’utilizzo dei prestiti obbligazionari, l’estinzione e la rinegoziazione dei mutui ed il ricorso ai “derivati” per ridurre il costo dell’indebitamento”.

Un concetto un po’ diverso da quel “capolavoro di finanza creativa concepito quando l’avvocato era vice sindaco” come viene descritto oggi il derivato. “È comodo – commenta Marattin – parlare bene dei derivati quando fa comodo e screditarli quando invece non servono più ai propri fini strumentali”.

Sempre ieri a Tavolazzi è arrivato un altro attacco da parte di un membro del Pd. Questa volta di diverso contenuto e spessore. Lo denuncia lo stesso consigliere in una lettera inviata alla stampa: “Enrico Balestra, consigliere comunale del Pd e presidente provinciale Uisp, intervenendo nel blog di Progetto per Ferrara (http://www.progettoperferrara.org/il-pd-blinda-il-presidente-del-consiglio-0922.html#comment-3168), in merito alla proposta di modifica dello statuto avanzata dal nostro consigliere Valentino Tavolazzi, ha così commentato l’iniziativa: “..la cambia in corsa (ndr la proposta) con un’appendice che solo un ingegnere metecatto (ndr è scritto così!) e dirigista può concepire”.

Che l’“Enrico” del post messo all’indice sia proprio Balestra, è lo stesso consigliere comunale a confermarlo nel corso della stessa discussione, che prosegue poi con scambi tra il consigliere di maggioranza e gli attivisti della civica tutt’altro che amichevoli da un parte e dell’altra.

“Gli insulti di Balestra non meritano commenti – chiude Tavolazzi -: da soli bastano al lettore per valutare la consistenza di chi li ha proferiti e, spiace per il Pd, l’acume del partito che lo ha scelto come rappresentante”.

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