Il Nucleo Anti Paranza
Ci siete cascati tutti. Ma proprio tutti. Da 24 ore consecutive il dibattito, anche oltre la scala locale, è centralizzato sulla 'notizia' lanciata da Alan Fabbri
Ci siete cascati tutti. Ma proprio tutti. Da 24 ore consecutive il dibattito, anche oltre la scala locale, è centralizzato sulla 'notizia' lanciata da Alan Fabbri
Avrebbe minacciato con metodi mafiosi un possibile concorrente per l'assegnazione del circuito di Via Diana, facendolo desistere dal partecipare alla gara. Nemmeno due mesi dopo, il Comune di Ferrara assegnava in concessione per la durata di dieci anni il kartodromo
Un question time con cui chiedere al sindaco Fabbri il quadro dei rapporti economici e amministrativi tra il Comune e il soggetto gestore della pista XBikes di via Cesare Diana, finita ieri (giovedì 22 ottobre) sotto sequestro preventivo dopo la vasta operazione dei carabinieri, dietro il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Roma
"Stammi lontano un chilometro perché ti sparo in faccia. Se ti vedo ti do un pugno in faccia che ti uccido. Lo giuro su Dio che ti uccido. Perché io ti uccido davvero, sappi che ti uccido". Sono solo alcune delle minacce che un 55enne ferrarese avrebbe rivolto all'ex compagna di 52 anni, finendo a processo per stalking aggravato
"Spererei che l'attività del circuito non rimanga bloccata per molto tempo e, quando ci sarà la possibilità, mi piacerebbe parlare con l'amministrazione comunale per poterla prenderla in gestione". È ancora incredulo Dario Mantovani, amministratore unico di Futura Corse
Derivati sì, derivati no. Lo strumento finanziario all’origine di uno degli attriti più forti tra maggioranza e Progetto per Ferrara – e in particolare tra Valentino Tavolazzi e l’assessore Luigi Marattin – torna a essere terreno di scontro. Questa volta a distanza.
A spulciare tra i documenti linkati sul sito della lista civica è proprio il membro della giunta Tagliani, che trova in un vecchio post, risalente al 23 febbraio del 2009 (vai alla pagina http://www.progettoperferrara.org/relazione-di-bilancio-2003-0223.html) un comunicato di Ppf, nel quale si ricorda come “già nel 2003, il candidato sindaco Valentino Tavolazzi, allora city manager del comune, aveva proposto soluzioni, a problemi che già esistevano e ai quali, ad oggi, non si è ancora posto rimedio”. Al documento allegato si trova la Relazione di bilancio datata 2003, che “sottolinea quanto le sue proposte contribuirono alla rottura con il palazzo”. Scorrendo le 15 pagine di analisi delle casse comunali, però, a pagina 1 si trova un’immagine dei derivati molto diversa da quella ultimamente descritta dal consigliere di opposizione: “Né vanno trascurate – scrive Tavolazzi – quelle leve fiscali che fino a qualche anno fa non erano disponibili, l’utilizzo dei prestiti obbligazionari, l’estinzione e la rinegoziazione dei mutui ed il ricorso ai “derivati” per ridurre il costo dell’indebitamento”.
Un concetto un po’ diverso da quel “capolavoro di finanza creativa concepito quando l’avvocato era vice sindaco” come viene descritto oggi il derivato. “È comodo – commenta Marattin – parlare bene dei derivati quando fa comodo e screditarli quando invece non servono più ai propri fini strumentali”.
Sempre ieri a Tavolazzi è arrivato un altro attacco da parte di un membro del Pd. Questa volta di diverso contenuto e spessore. Lo denuncia lo stesso consigliere in una lettera inviata alla stampa: “Enrico Balestra, consigliere comunale del Pd e presidente provinciale Uisp, intervenendo nel blog di Progetto per Ferrara (http://www.progettoperferrara.org/il-pd-blinda-il-presidente-del-consiglio-0922.html#comment-3168), in merito alla proposta di modifica dello statuto avanzata dal nostro consigliere Valentino Tavolazzi, ha così commentato l’iniziativa: “..la cambia in corsa (ndr la proposta) con un’appendice che solo un ingegnere metecatto (ndr è scritto così!) e dirigista può concepire”.
Che l’“Enrico” del post messo all’indice sia proprio Balestra, è lo stesso consigliere comunale a confermarlo nel corso della stessa discussione, che prosegue poi con scambi tra il consigliere di maggioranza e gli attivisti della civica tutt’altro che amichevoli da un parte e dell’altra.
“Gli insulti di Balestra non meritano commenti – chiude Tavolazzi -: da soli bastano al lettore per valutare la consistenza di chi li ha proferiti e, spiace per il Pd, l’acume del partito che lo ha scelto come rappresentante”.
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