Comacchio
26 Settembre 2011
La scultura in mostra sul canale di via Agatopisto a Comacchio

Zamboni, cultura di famiglia

di Redazione | 2 min

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Nicola Zamboni insieme alla moglie Sara Bolzani e al figlio Alberto Zamboni

Comacchio. Una grande scultura si erge sul canale di via Agatopisto di fronte a Palazzo Bellini. Una location insolita per un’opera, che invita i più curiosi ad addentrarsi tra le sale espositive per poter ammirare le altre sculture di uno dei più valenti e prolifici scultori del nostro panorama nazionale. Nicola Zamboni insieme alla moglie Sara Bolzani e al figlio Alberto saranno i protagonisti indiscussi della “sezione culturale” della storica Sagra dell’Anguilla, che ormai giunge alla sua 13^ edizione.

L’inaugurazione della mostra avverrà venerdì 30 settembre alle ore 18 presso Palazzo Bellini; l’esposizione sarà visibile durante tutto il periodo della sagra, fino al 5 novembre.

“L’organizzazione di questa mostra – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Comacchio Concetto Bellotti – ci ha impegnato moltissimo. Dallo scorso anno infatti, abbiamo deciso di inserire la Sagra dell’Anguilla in un contesto culturale molto più ampio, sottraendola dalla circoscritta tradizione culinaria, e l’occasione ci si è presentata allacciando rapporti sempre più stretti con questi artisti con un senso di responsabilità davvero straordinario.”

Nicola Zamboni e Sara Bolzani, che da diverso tempo lavorano su committenza, sono sempre più indirizzati alla realizzazione di opere pubbliche e difatti sono gli autori che hanno realizzato un monumento che tutti gli abitanti di Porto Garibaldi richiedevano da tempo e che sarà inaugurato l’8 ottobre.

Ma le difficoltà non risparmiano nemmeno questi artisti: : “Purtroppo – dice lo scultore –  non siamo ‘griffati’ da critici importanti e spesso ci vengono tolti degli spazi espositivi. Ma per fortuna Comacchio è un comune culturalmente libero e siamo riusciti ad ottenere questa grande opportunità” conclude soddisfatto.

“Questa mostra – spiega la curatrice Laura Zamboni – rappresenta tutto ciò che valga la pena di celebrare oggi in un monumento: la dignità del lavoro e quella dell’uomo e della donna comuni, nel momento in cui vengono chiamati dalla storia per svolgere il loro dovere”.

Le sculture realizzate dagli artisti comprendono anche rappresentazioni e “cartoline” estremamente legate al territorio Comacchiese e alle sue valli, mentre i paesaggi nebbiosi e acquatici rappresentati da Alberto Zamboni sono caratterizzati da un altro aspetto di Comacchio: la nebbia, “che da un lato ci fa perdere ogni confine e dall’altro ci coccola in un abbraccio” come ricorda la curatrice Laura Zamboni.

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